La nostra riforma della costituzione enuncia espressamente il principio della “unità federale della Repubblica”, che deve essere garantita dal Capo dello Stato.
Tra l’altro, già le Regioni a Statuto speciale dispongono di forme ben più avanzate di autonomia, senza che ciò abbia mai costituito una benché minima minaccia per l’unità del Paese.
Alle Regioni vengono attribuite importanti funzioni in materia di sanità, istruzione e polizia locale, in relazione all’organizzazione di tali servizi.
In particolare:
• lo Stato fisserà gli standard delle prestazioni (scolastiche e sanitarie) e rimarrà competente per l’ordine pubblico e la sicurezza;
• alle Regioni sarà affidato il compito di organizzare i propri servizi nel modo più efficiente, anche per assicurare i livelli essenziali, che saranno comunque garantiti in modo uniforme su tutto il territorio nazionale.
Allo Stato, in particolare, non spetterà solamente fissare i livelli essenziali delle prestazioni ma altresì, grazie alla riforma, stabilire le norme generali sulla tutela della salute, la sicurezza e la qualità alimentare, la sicurezza del lavoro: non si potrà avere una sanità di serie A e una sanità di serie B, a seconda delle diverse aree del Paese!
La nostra riforma reintroduce il concetto di interesse nazionale, cancellato dalla pessima riforma della sinistra del 2001: il Governo può impugnare una legge regionale, ritenuta pregiudizievole per l’interesse nazionale. Il costituzionalista Barbera, diessino, ha scritto a tale proposito: «È paradossale, ma bisogna riconoscere che è toccato a un ministro leghista come Roberto Calderoli rimediare ai pericoli per l’unità nazionale del federalismo sgangherato del Titolo V dell’Ulivo».
A differenza della pessima riforma dell’Ulivo, la nostra riforma costituzionale non spacca ma anzi ricompatta il Paese perché definisce con chiarezza le materie assegnate alla competenza delle Regioni e determina il ritorno di alcune materie importanti alla competenza dello Stato. Lo si è fatto allo scopo di realizzare un federalismo solidale, molto più equilibrato e comunitario di quello voluto dalla sinistra.
Le materie riportate in capo allo Stato sono:
-
le norme generali sulla tutela della salute,
-
la sicurezza e la qualità alimentare,
-
l’ordinamento della Capitale federale,
-
le reti strategiche di trasporto e navigazione di interesse nazionale e le relative norme di sicurezza,
-
l’ordinamento della comunicazione,
-
l’ordinamento delle professioni intellettuali,
-
l’ordinamento sportivo,
-
produzione, trasporto e distribuzione nazionale dell’energia,
-
promozione internazionale del sistema economico e produttivo italiano,
-
la politica monetaria,
-
la tutela del credito,
-
le organizzazioni comuni di mercato.
Quindi, occhio a chi grida paventando la spaccatura dell’Italia. Sono solo dei ciarlatani.
VIVA L’ITALIA









Grandissimo GianMario, benvenuto su WordPress…perchè non mi hai detto nulla?
Cambio subito il link che ho nel mio blog….ora potrò leggerti ogni giorno, perchè questo blog mi si apre che è una bellezza
Augurissimi ancora…
Grazie di tutto, se sono su WP è merito tuo!
GM
Gianmario e delle affermazioni di Bossi che ne dici?
Non appare affatto preoccupato del flop del referendum, già si prepara a dialogare con la sinistra!!!!Uno che va a mediare su una sua creatura…
Lello
Lello, sbagli: secondo me fa parte di una strategia. Sulle riforme si deve sempre dire che si vuole dialogare, anche per evidenziare (o cercare almeno di farlo) le crepe degli avversari.
E anche per lanciare il messaggio “tanto dopo il voto cambiamo tutto” per evitare una grande affluenza alle urne che, specie al Sud, ci penalizzerebbe, perchè abbiamo non sbagliato, ma nemmenno accennato a spiegare la nostra riforma e perchè da noi c’è la paura di responsabilizzarsi, e come sai la responsabilità delle realtà territoriali è l’essenza del federalismo. GM
Splendido riassunto, efficace e chiaro.
Mi dicono che hai cambiato indirizzo del blog, qual è quello nuovo?
Grazie…
è http://www.mariniello.net
Non si vede?
Era una battuta
Really?
Mi dicono che la divisione delle materie tra Stato e Regioni, nonchè quelle tra Senato e Camera, non è affatto più chiara: andavi a leggere per bene i nuovi articoli 70 e 118. Fatto? Bene, ditemi se avete capito qualcosa. E se sopratutto siete così ingenui da credere che sia facile stabilire l’abito, e dunque la competenza. Mi dicono che il Presidente della Repubblica, spogliato – direi giustamente – di alcune competenze, ne acquista una fondamentale e totalmente politica: vedere sempre art. 70 comma quarto per informazioni…ma di questo non si parla. Eppure, entra di prepotenza nel circuito legislativo. Mi dicono altresì che Barbera presiede un comitato per un No alla Riforma (che secondo Sartori rischia di essere un Ni, ma questa è un’altra storia), e allora se lo si cita tanto varrebbe citare la versione aggiornata e non quella 2004, il Barbera che boccia senza appello questa riformaccia penata male e scritta peggio. Mi dicono, appunto. Vorrei tanto che qualcuno mi smentisse.
Ho fatto un paio di errori per la fretta, mi spiace: “andavi” è “andaTEvi”, “abito” è ovviamente “aMbito”. Spero sia tutto. Buona giornata a tutti!
Che il Senato federale vada rivisto è possibile, ma essendo un qualcosa di nuovo, è normale che possa creare problemi applicativi: di certo quell’articolo pone le basi per il superamento del bicameralismo perfetto, cosa sacrosanta.
L’art. 118 non mi sembra arabo,m ma si limita ad individuare luoghi di confronto tra Stato ed Enti locali, e specifica il principio di sussidarietà
Ma, caro Bender, sei uscito off topic: l’intento del post era di dimostrare come la riforma della Costituzione fatta da noi non spacca l’Italia, come paventato da certa sinistra, ma anzi la riunisce, limitando le competenze delle regioni, riportando allo Stato materie importanti come l’energia, rimediando agli errori della pessima riforma del 2001. Sulla quale il giudizio negativo di Barbera permane anche nel 2006. GM
…ho fatto qualche errore di battitura anche io, ma vado di fretta!
Sono uscito off-topic perchè si rischiano informazioni errate. Mi spiego: non si può dire votate il referendum perchè non spacca l’Italia. Posso anche essere d’accordo, in parte lo sono. E comunque voto no per motivi diversi dai conservatori (reazionari?) costituzionali. Dopodichè, leggo e rileggo gli articoli in materia di produzione legislativa e sono convinto che c’è da perderci la testa. Ripeto, oggi le leggi sono tanto ampie da abbracciare materie disparatissime e ambiti locali i più vari possibili…suvvia, non è difficile capire che la Corte Costituzionale sarà ancor più ingolfata di oggi. E ultima cosa, a proposito degli interessi nazionali: c’è un comma assurdo per il quale i principi generali nelle materie di competenza regionale li deve tracciare il senato. Com’è ovvio, dovevano essere delegati alla Camera, che è l’organo di rappresentanza, appunto, nazionale. L’omogeneità della legislazione va a puttane precisamente qui.
Secondo me stai facendo confusione: mi dici l’articolo in questione? Forse ti riferisci alle materie concorrenti? Io non lo trovo. Grazie. GM
Pardon, errore mio di digitazione. Parlavo proprio delle materie concorrenti,in proposito del quale si legge che “Il Senato federale della Repubblica esamina i disegni di legge concernenti la determinazione dei princìpi fondamentali nelle materie di cui all’articolo 117, terzo comma”. E’ evidente che le leggi cornice dovevano essere affidate alla rappresentanza nazionale, no? Quanto alla chiarezza del procedimento legislativo, cito: “il rischio di continui e pesanti conflitti di competenza tra le due Camere che si verrebbe ad aggiungere ai conflitti tra Stato e Regioni. Infatti il procedimento legislativo è troppo complicato e farraginoso, imperniato com’è su tre diverse soluzioni, sempre sulla base di elenchi di materie che, come già sottolineato, hanno sempre confini incerti”; e ancora: “all’anomalo bicameralismo paritario italiano, la riforma rischia di sostituire una nuova anomalia, un inedito bicameralismo caratterizzato da gravi conflitti di competenza tra le due Camere che i relativi Presidenti, o il comitato paritetico al quale essi potrebbero deferire le decisioni, potrebbero non essere in grado di risolvere, con conseguente PARALISI (in maiuscolo è mio) del procedimento legislativo”. Sapete chi lo scrive? Peppino Calderisi, in un saggetto presente pressoché in tutti i siti a favore del sì e che, per ragioni che al momento mi sfuggono, invita lo stesso a confermare la riforma. Se queste sono le ragioni del Sì…
Scusate la lunghezza,
Bender
Calderisi invita a votare sì perchè – come me – ritiene fondamentale il superamento del bicameralismo perfetto.
Modificare il meccanismo del Senato federale è possibile, dato che entrerebbe in vigore nel 2001. Ma intanto si supererebbe il bicameralismo perfetto, che è una cosa ridicola.
Però attenzione: le materie concorrenti saranno sempre foriere di incertezze. GM
Fammi capire: io dovrei votare quella che è la più grande riforma costituzionale dal 48 ad oggi solo perchè supera il bicameralismo? ammazza… io non sono costituzionalista, ma ad occhio e croce bastava modificare un paio di articoli, se quello era lo scopo. Siccome non lo era, non meniamo il can per l’aia
Bender
Sei un confusionario!
Nel merito dell’articolo in discussione, ritengo che seppur il Senato federale sia pasticciato, si debba votare sì perchè il superamento del bicameralismo perfetto è – ad avviso mio, di Calderisi, di Pianebianco ed altri, tutti più auterovoli di me – qualcosa di tanto importante da prevalere sul funzionamento del Senato, che entrando in vigore nel 2011 si può modificare.
I motivi del Sì sono tanti altri:
il rafforzamento del premier;
la re-introduzione dell’interesse nazionale;
le competenze riportate in capo allo Stato;
il federalismo fiscale;
la riduzione del numero dei parlamentari;
la sussidiarietà. GM
Non sono un confusionario, vorrei fare capire una cosa molto semplice: questo referendum non si vota a spezzoni!non è, per dire, come quello dell’anno scorso che “la scheda 2 voto Sì, la 3 No, la 4 boh”…una riforma si promuove o si boccia per intero. Bisogna avere la voglia e la pazienza di leggersela tutta e capire sopratutto se FUNZIONA, perchè questo è il dilemma… i principi possono essere bellissimi, siamo tutti d’accordo che i parlamentari vanno diminuiti, e lo Stato deve spendere meno, e la stabilità va aumentata, e già che ci sia potremmo pure risolvere la fame nel mondo. Ma tutto questo vale zero se ci dovessimo trovare con un sistema parlamentare inchiodato perchè chi ha riscritto la Costituzione non sapeva da dove partire… se a voi pare un affare, liberissimi di votare Sì! e libero io di tornare a dire “ve l’avevo detto!”
Bender
Liberissimo.
Però sei de coccio!
Io ho detto proprio quanto tu dici, cioè io voto Sì perchè la riforma mi va bene nel complesso, anche se ci sono delle parti da correggere. GM
Copio il tuo post sul sito http://votasialreferendum.splinder.com/
Grazie: è un onore! GM
L’aborto vero (oltre al tuo cervello) è l’art. 117 uscito fuori dalla riforma della sinistra! GM
ma forse hai dimenticato che stai andando a votare per la costituzione non per una legge del cazzo che puoi andare a modificare quando vuoi…il csx ha cambiato 4 articoli voi 55 in cui ci sono cose positive ma anche negative…e siccome stai votando la costituzione non ci si può permettere di sbagliare….comunque il mio cervello sarà un aborto ma il tuo è in putrefazione…come al solito voi fascisti sapete solo offendere chi non si adegua al vostro regime
Tu invece ti offendi da solo!
E poi darmi del fascista… Batsa, è fuori tempo massimo! Uff…
Alternativa Sociale di Alessanda Mussolini annuncia il suo “No”. “Noi – afferma la Mussolini – coerentemente con quanto sempre affermato ci schieriamo per il ‘No’, che si unisce ai tanti già espressi a chiare note da molti autorevoli esponenti della Cdl. Disturba dover constatare che in tutte queste settimane nelle quali era possibile condividere un percorso, la Cdl abbia ignorato chi come noi aveva una posizione critica”.
Il no della Mussolini conferma la bontà delle mie opinioni!