Non so come Romano Prodi sia potuto diventare Prof. universitario: è vero, i democristiani erano capaci di tutto, ma qui siamo proprio giunti all’esagerazione. La replica al Senato è stata una lagna, con Mortadella che biascicava e non faceva capire nulla: forse era quello che voleva! Una replica prudentissima piena di errori grammaticali, parole mangiate, periodi incompleti. Il disagio del Mortadella era evidente.
Una replica che ha visto in tutto tre soli applausi: due della sola sinistra radicale (su Pace e costi della politica) ed un applauso di tutta l’Unione sull’innalzamento delle pensioni più basse. Davvero poco…
Se il discorso di ieri è stato di una pochezza impressionante, la replica di oggi è stata ridicola: Prodi ha raggiunto il picco sui Dico, come ha riconosciuto – con un ghigno dei suoi – anche Andreotti. Un disegno di legge presentato dal governo viene poi disconosciuto dal Presidente del Consiglio di quello stesso Governo, che rimette la materia al parlamento! Prodi riconosce l’errore di aver realizzato un ddl governativo: la Bindi scurissima in volto.
E poi le solite buone intenzioni (di cui sono lastricate anche le vie dell’Inferno): la crescita, la pace, lo sviluppo, il Mezzogiorno da risanare, i giovani precari, le poche donne che lavorano. Ma come affrontare questi problemi? Silenzio
Solite cose. Solito teatrino della politica. Soliti italians. Che palle!

E stasera è finita 162 a 157: la sinistra ha 2 senatori eletti di vantaggio. Buon viaggio! Arriverete a destinazione (cioè A CASA) molto presto…