Da secoli viviamo sotto l’ossessiva dittatura della cultura eterosessuale che ormai non funziona più, monolitica com’è, perché provoca mille ritardi rispetto ai diritti civili. In più qui in Italia purtroppo per voi vivete sotto il Vaticano che aggiunge un enorme peso di ipocrisia, di apparenze rancide, anacronistiche, lontane dalla verità complessa della società contemporanea. Per fortuna nel resto del mondo non abbiamo il vostro problema morale e religioso“.
Miguel Bosé

Dittatura, ritardi, diritti, ipocrisia, rancide, verità, problema morale e religioso.
Si noti il peso delle parole. Di una violenza inaudita!
In una sola frase il cantante spagnolo ha cestinato millenni di Storia dell’Uomo. All’improvviso quel patrimonio culturale non funziona più: come mai? All’improvviso? Leibnitz insegnava che natura non facit saltum!
E vogliamo parlare dei diritti civili? Quali sono? Quelli creati ad libitum da Bosè? La libertà di fare quel che pare? Magari seguendo il capriccio del momento? Questi sarebbero i “diritti civili”?
Ed infine, la solita “modaiola” filippica contro il Vaticano: Bosè ci dica qual è la “verità complessa della società contemporanea”. La insegni a Benedetto XVI ed al miliardo e passo di cristiani sparsi nel mondo. Esiste una verità contemporanea? Una verità che domani non vale più? Qui mi viene in soccorso Barry Goldwater: “le leggi di Dio e della Natura non portano data”.
Miguel Bosè, invece, è datato. E’ come i capelli blu della madre 76enne…