Dal blog di “Con”, la rivista dei Conservatori contemporanei:
Dinanzi ad una sempre più diffusa sensazione di insicurezza, dinanzi ad una sfiducia crescente nel sistema Giustizia causato in gran parte dall’assenza della certezza della pena (invocata ormai anche a sinistra), la bozza di riforma del codice penale, elaborata in circa 10 mesi di lavoro da una commissione di esperti giuridici – presieduta da Giuliano Pisapia, esponente di Rifondazione Comunista – prevede l’abolizione dell’ergastolo, sostituito dalla pena massima di 38 anni di carcere, e il riconoscimento della legittima difesa solo per la tutela della persona, e non più del patrimonio.
La sinistra comunista detta ancora una volta la “linea” alla maggioranza ed al Governo Prodi.
Vedasi per esempio il “capitolo pensioni”: il premier Romano Prodi conferma: più della metà dell’extragettito fiscale, sarà utilizzato per aumentare le pensioni minime. E il governo si è impegnato anche a sostituire con percorsi di gradualità lo scalone introdotto dal precedente governo.
E’ la resa alle richieste dei comunisti. Una resa non solo del Governo, ma anche culturale. La sinistra cosiddetta riformista, la sinistra che formerà il PD è insipiente e vuota sotto tutti i punti di vista: e i comunisti dettano la “linea” sempre ed ovunque.
Dai Dico all’indulto, dalla legge sull’immigrazione Amato-Ferrero all’abolizione dell’ergastolo, dalle pensioni alle tasse, i comunisti impongono la propria linea. Ovviamente rispecchiando la propria ideologia. Ovviamente in contrasto con gli interessi nazionali.