Via lo scalone della riforma Maroni, che avrebbe portato l’eta’ per la pensione da 57 anni a 60 anni da gennaio 2008. Al suo posto arrivera’ uno ‘scalino’ a 58 anni (con 35 di contributi) e negli anni successivi entrera’ in vigore il meccanismo delle ‘quote’, ossia la somma tra eta’ anagrafica e contributi ma, con un vincolo di eta’ minima. Dopo 18 mesi, da luglio 2009, si passa a quota 95 con eta’ minima di 59 anni, da gennaio 2011 a quota 96 con minimo 60 anni e da gennaio 2012 a quota 97 con eta’ minima 61 anni.  I lavoratori impegnati in attivita’ usuranti potranno continuare ad andare in pensione con le vecchie regole, 57 anni di eta’ e 35 di contributi. Il superamento dello scalone ha un costo valutato in 8-10 miliardi di euro in 10 anni.
Secondo il ministro dell’Economia Tommaso Padoa-Schioppa ”l’accordo sulle pensioni avra’ un costo netto pari a zero”
, chiarendo che i costi delle nuove misure, un miliardo all’anno per dieci anni, saranno coperti interamente dall’interno del sistema previdenziale”.
Ma Lamberto Dini subito lo smentisce, paventando nuove tasse in arrivo: ”non c’è copertura finanziaria, non è accettabile gravare sui contribuenti”, parlando quindi di oneri aggiuntivi valutati in 900 milioni, un miliardo di euro l’anno per dieci anni.
Romano Prodi è in preda al panico: ‘mi auguro che il consiglio dei Ministri approvi l’accordo”.
La strada è irta di ostacoli. Oliviero Diliberto è duro: “non nascondo che a una prima valutazione la delusione sembra grande. Il nostro comportamento sara’ deciso, come ovvio, dagli organismi del partito, ma appare abbastanza chiaro che il Governo sembra aver ceduto alle indebite pressioni del Governatore della Banca d’Italia, di Confindustria, e all’esplicito ricatto della parte conservatrice della nostra coalizione”.
Franco Giordano di Rifondazione lo segue in questa folle corsa a chi è più di sinistra: “sulla modifica dello scalone il nostro giudizio e’ fortemente critico, negativo, si tende solo a diluire gli effetti della Maroni quindi non va per niente bene”.
E’ un teatrino indecoroso: la settimana prossima a Roma Azione Giovani sarà in piazza contro questa controriforma delle pensioni per gridare “rivogliamo il futuro”. A breve info sulla manifestazione.