Nonostante i dubbi sulla legittimità dell’ordinanza del Sindaco di Firenze (a mio avviso, al primo ricorso verrà disapplicata), nella sostanza l’atto è sacrosanto.
Bertinotti e certa sinistra (dai comunisti ai cattocomunisti alla Bindi, dai finti solidaristi alla Pecoraro Scanio ai “pietisti” alla Mastella) reagisce con sdegno, rispondendo in maniera ideologica: “dubito sempre quando la severità interviene sugli ultimi invece che sui primi colpevoli, in questo caso il racket“, ha detto il Presidente della Camera. Solita vecchia solfa della sinistra…
Tralasciano l’aspetto delle aggressioni compiute dai “lavavetri” (a Napoli è una lotta a colpi di tergicristalli), i clandestini “occupano” i marciapiedi di Roma, Napoli, Milano con borse, cinture e ciarpame di ogni genere, ovviamente tutto falso… Sgomberarli e sequestare la roba è ingiusto? “Bisogna colpire chi li obbliga a stare per strada”, direbbe un Bertinotti qualsiasi.
Ed invece dall’ultima catena del sistema che bisogna partire: consentire la presenza dei lavavetri o quella dei venditori abusivi, significa dare un segnale di tolleranza dell’illegalità. “Pure loro devono campare”, non è risposta seria. “Bisogna prendere prima i capoccia” è risposta ideologica. I proventi dei lavavetri dove vanno? E quelli derivanti dal commercio di merce falsa? Vanno proprio ai capoccia, cari compagni! “Togliere mercato” alla malavita lo si può fare solo partendo dal basso, dal lavavetro: solo così si crea la “legalità”, non con chiacchiere sociologiche.
E’ la teoria Giuliani, quella apprezzata anche da un Amato qualsiasi