Bernardo Caprotti è l’imprenditore che ha portato all’eccellenza i supermercati in Italia. Ne ha fatto un caso di rinomanza internazionale, nel settore. A 81 anni ha deciso di rompere il suo riserbo (niente interviste, niente fotografie, poche apparizioni pubbliche, tanto lavoro) e in questo libro-denuncia racconta ciò che ha dovuto subire per mano delle Coop. Dai primi contatti con il gigante “rosso” della grande distribuzione fino alle polemiche degli ultimi mesi, il fondatore di Esselunga ricostruisce un confronto pluridecennale scambiato fino a poco tempo fa per normale concorrenza. Invece, mettendo insieme con meticolosità le tessere del mosaico, a Caprotti è apparso un disegno preciso: far sparire la sua azienda dal mercato.
In questo j’accuse l’imprenditore documenta, prove alla mano, una serie di vicende che di primo acchito sembrano tentativi imprenditoriali andati a vuoto, nella realtà si rivelano parte di un censurabile piano strategico altrui. Giacché Esselunga non può essere la sola vittima del “sistema”. Dalla rigorosa esposizione dei fatti appare di tutta evidenza che molte iniziative di Esselunga sono state affossate dalla Legacoop, il gigante economico agli ordini del Pci-Pds-Ds, con l’indispensabile appoggio delle amministrazioni locali di sinistra.
Reperti etruschi usati come grimaldello, licenze lasciate scadere (ma prontamente girate alle Coop), terreni pagati sei volte il valore di mercato, condizionamenti di sindaci e assessori, persino uno scippo ai danni di una signora sopravvissuta al campo di sterminio di Auschwitz per realizzare una Ipercoop gigantesca in una città “proibita” all’Esselunga. Tutto è servito per bloccare l’espansione dell’imprenditore lombardo, che chiede soltanto di “servire”, di poter fare il mestiere imparato da Nelson Rockefeller, di cui fu socio all’inizio dell’attività.
Operazioni che avevano richiesto anni di preparazione e ingenti investimenti gli sono state sottratte dalla “concorrenza” nel giro di poche ore. Fino a giungere alle pressioni di Romano Prodi su Caprotti perché la sua azienda resti «in mani italiane»: cioè sia ceduta alle Coop. Una soluzione finale che aggiungerebbe la beffa agli ingenti danni, morali e materiali, già subiti.
La galleria di fatti e personaggi (da Pierluigi Stefanini a Turiddo Campaini, da Mario Zucchelli a Bruno Cordazzo) è accompagnata da una documentazione inoppugnabile e inedita che Caprotti ha ora pazientemente ordinato. «Il mio braccio destro ripeteva che dietro certi episodi c’erano le Coop», rievoca l’autore. «A lungo mi sono rifiutato di credergli. Oggi riconosco che aveva ragione». www.falcecarrello.com
-
-
14 Commenti
Dai un'occhiata alle risposte per questo articolo.
-

Cala, cala Mariniello!E che sarà mai? Non interessa a nessun...
Andate avanti così ragazzi, a testa bassa. Siete l'ultima ve...
Non sapevo esistesse il monopolio di democrazia e parlamenta...








ho letto l articolo su panorama.guarda cose assurde!!!alcune sembran veramente barzellette…io c metto la buona volontà..ma come si fa a nn schifare delle persone cosi ipocrite e bastarde come i comunisti!a questo punto mejo esser mafioso…fai le stesse cose ma almeno non t ergi falsamente a protettore dei valori di uguaglianza,libertà,eccc
…il mafioso però è religiosissimo!
Meglio non essere nè comunisti nè mafiosi, è meglio.
Tornando seri: questo libro evidenzia una colpa del Governo Berlusconi che non ha scalfito – causa opposizione dell’Udc – i privilegi normativi delle coop 8Stesso discorso valga per i sindacati). Quanto ai privilegi politici, se non c’è reato, vanno comunque condannati moralmente. GM
L’ho tanto cercato questo libro alla nostra Iper Coop di Collestrada, in provincia di Perugia, mega centro commerciale costruito a suon di abusi edilizi e di favori, con la complicità attiva della Zarina Lorenzetti, presidente della Regione…
L’ho trovato secondo te?
Vedi, Gianmario, la superiorità morale tra noi e loro? Berlusconi a Mediaset fa lavorare la quintessenza del progressismo, perchè è un liberale…
Questi sono sovietici
Berlusconi che a Mediaset fa lavorare la quintessenza del progressismo è un pirla. Stop!
“Nel 1957 in viale Regina Giovanna a Milano apre il primo negozio Esselunga: ha così inizio la storia della prima catena di supermercati
in Italia, costante punto di riferimento per i clienti.
Da allora siamo sempre cresciuti e oggi abbiamo 128 punti vendita tra Supermercati e Superstore in Lombardia, Toscana, Emilia Romagna, Piemonte, Veneto e Liguria”.
Guardacaso Caprotti è presente solo nelle regioni del centronord e in due regioni rosse per eccellenza; non è presente in Sicilia, roccaforte del centrodestra…Vi pare credibile? Non vi fate fottere ragazzi..Dietro c’è la Lega!
Per la cronaca, lo stesso articolo di Panorama ammette che il libro è in vendita anche in qualche Ipercoop.
Non è la mancata redditività a tenere lontana Esselunga da investimenti al Sud, ma il diverso trattamento fiscale cui l’impresa di Caprotti deve sottostare rispetto alle Coop. «Esselunga non va al sud, perché non ne ha i mezzi. Avendo pagato lo scorso anno 152milioni di sole imposte dirette, Ires e Irap (vale a dire 300 miliardi di vecchie lire, praticamente la metà dell’utile) più una montagna di tasse le mancano i mezzi. Così come non ha i mezzi per andare, ad esempio, in Croazia ove Coop ha portato la sua mutualità con 4 grandi ipermercati. Del resto Esselunga non è neppure a Genova, Livorno, e la sua presenza a Bologna e Modena è monca. Perché? E’ roba riciclata? O roba attuale, recente?» E prosegue ricordando che «Esselunga si fa portavoce di tutti coloro che si impegnano strenuamente per produrre dei redditi con la cui altissima tassazione vengono poi mantenute anche aziende decotte, marce e parassiti di varia natura». A centro pagina viene poi pubblicata una tabella che mette a confronto il gruppo dei supermercati Esselunga con le varie Coop che si occupano di grande distribuzione nelle varie regioni italiane per evidenziare come le Coop paghino molto meno di tasse, anche a fronte di una presenza capillare sul territorio.
Anche questa teoria è facilmente smontabile. Visto che Carrefour, Auchan e Gs non sono cooperative pagano le stesse identiche tasse di Caprotti, con la sola differenza che sono presenti su tutto il territorio nazionale e anche oltre dato che Carrefour e Auchan sono francesi. Questo anziano signore di 82 anni ha dimostrato grande energia e capacità imprenditoriale, ma ha anche dimostrato i suoi limiti non riuscendo o non volendo aprire nel centrosud. Posso capire nelle regioni dove la criminalità organizzata la fa da padrone, ma non capisco perchè non apre a Roma o in Abruzzo dove hanno aperto tutti. Quanto a te farei molta più attenzione prima di sparare sulla Coop: molti prodotti di quel marchio vengono dalla tua terra (ho visto tanta gente fare incetta della vostra fantastica mozzarella, delle cassette di fragole vendute in offerta speciale), dalla Puglia, dalla Sicilia e dalla Calabria. Giusto evidenziare storture e privilegi se ci sono, ma servirsi di qualcuno che evidentemente odia o quantomeno non ama il centrosud significa darsi la zappa sui piedi. Continuo a dire: dietro c’è il celebroleso (Bossi).
Ho già letto il libro 2 volte… magnifico! Il problema (per tutti) è che quello che scrive sulle coop è TUTTO VERO!
P.S. per l’ultimo commento le lesioni cerebrali non fanno per forza dei pirla!
Il libro è straordinario e lo attacca solo chi non lo ha letto.
I commenti di main sono un’accozzaglia di luoghi comuni, mentre Caprotti cita fatti, documenti, numeri, cifre.
Un libro da leggere e… imparare!
Anche il libro di Marco Travaglio “Il colore dei soldi” cita fatti, documenti, atti giudiziari e un’intervista a Paolo Bosellino (un giudice di destra) in cui fa delle accuse ben precise. Sul libro ci sono anche cose interessantissime a proposito della Banca Rasini sul riciclaggio del denaro sporco (ci lavorava il padre del Capo assoluto della Vs. coalizione) e dei rapporti del Cavaliere con Vittorio Mangano, boss di Cosa Nostra. Berlusconi ha fatto di tutto per non far pubblicare il libro, prima acquistando tutte le copie a Fiumicino, poi citando Travaglio in giudizio, ricevendo una sonora sconfitta..Difatti la magistratura lo ha condannato a pagare tutte le pese processuali..Che le Coop non siano un esempio di limpidezza è verissimo, ma detto da chi sostiene un candidato premier che in nessun paese occidentale potrebbe fare il premier e se avesse fatto negli USA un decimo di quello che ha fatto in Italia sarebbe dietro le sbarre è esilarante..Non si tirano sassi quando si ha il tetto di vetro. Quanto al fatto che Bossi sia un celebroleso non è un offesa o un commento, ma un dato di fatto; così come è un dato di fatto che il libro di Capriotti si vende in alcune Coop. DOVE STA L’ACCOZZAGLIA DI LUOGHI COMUNI?
Tutto chiaro: alla fine il tuo astio nei confronti di Caprotti è dettato dal fatto che non abbia votato Prodi. Vabbè, la credibilità delle tue parole ha acquisito peso.
I libri di Travaglio sono pieni di errori certificati anche da uno come il Procuratore nazionale antimafia, Grasso.
PS: Caprotti non è mai stato un fan accanito del Cav. Votò FI nel ’94 e forse nel 2001, ma chi ha prese le sue difese fu l’Udc di Casini (che da Esselunga ha ricevuto anche un bel finanziamento pulito per le elezioni del ’06… mica come le Coop…). Saluti.
Oèè, cerca di capirmi..Non mi piace come a sgovernato Berlusconi, non mi piace come sta sgovernando Prodi e se volete mandare via Prodi per riportare Berlusconi non fate un servizio al Paese..Non isolare la vicenda Caprotti dal contesto Italia…Occorre cambiare, cambiare legge elettorale, uomini e struttura dei partiti e diciamo la verità, non state andando in questa direzione….Ti piace il calcio? Immagina una partita in cui l’arbitro rientra negli spogliatoi appena iniziata…Che succede? Rissa e botte. Questo succede in Italia: Governo debole e quindi cooperative, sindacati, imprese, liberi professionisti che fanno a prevaricarsi uno sull’altro perche non c’è chi li controlla e chi li coordina…se ritornate al governo in queste condizioni non cambia nulla e se non siete stupidi lo sapete benissimo; lasciate stare queste stupidissime manifestazioni e cominciate a lavorare alacremente per cambiare già in casa vostra…Forse all’inizio avrete meno visibilità, ma alla lunga sarete vincenti…..Chi lo capirà per primo?
[...] Novoli: presentazione libro “La Falce e il Carrello” Falce e carrello: un libro da comprare [...]
http://www.repubblica.it/2008/03/sezioni/cronaca/mobbing-cassiera/mobbing-cassiera/mobbing-cassiera.html
da leggere