Prodi è caduto. Ne siamo lieti. La destra tornerà al Governo. Ne siamo lieti, ma abbiamo anche un pizzico di timore. Anzi, paura. Timore e paura di ripetere gli stessi riti, di rifare gli stessi errori, con l’aggravante dell’ipotesi di non avere un’ampia maggioranza al Senato, come invece nel 2001.
La classe dirigente del centrodestra di oggi è uguale a quella del 2001 (e del ’94). Paradossalmente, sono la Lega e FI ad aver cambiato maggiormente personale politico.
Dovremmo avere il coraggio di osare un’autocritica, se vogliamo dare spessore alla nostra (futura, anzi prossima) attività di Governo. Ma in questa Italia, osare non conviene. Il povero buon Veltroni ne è la prova. Appena ha osato ipotizzare “una nuova stagione”, con il Pd che corre da solo perchè vuole governare e non gestire questo paese, il Governo è caduto. Mastella ha avuto paura di farsi fottere con una qualsiasi nuova legge elettorale, mentre è al riparo con il Porcellum. Forse ce li ritroveremo con noi, quelli dell’Udeur, con Alì Babà Mastella ed i suoi 40 ladroni. Non riesco a gioire.
Avremo (probabilmente ad Aprile) di nuovo Berlusconi a Palazzo Chigi e la cosa non mi dispiace. Con lui ci sarà il buon Letta (zio) che non farà piazza pulita dei boiardi di Stato e cercherà sempre di accontentare tutti. La cosa mi dispiace.
Ci ritroveremo con la quotidiana richiesta di discontinuità dell’Udc, che verrà placata con qualche nomina in più negli Enti strumentali. La cosa mi dispiace.
Avremo più donne al Governo e la cosa non mi dispiace. Ma riavremo il colbertista Tremonti all’Economia ed addio liberazione dell’Italia dalle incrostazioni stataliste e coroporativiste. La cosa mi dispiace.
Rivedremo cose già viste. Ma siamone certi: sarà l’ultimo atto della II Repubblica. Se non altro per l’anzianità di questa classe dirigente. E forse anche perchè il “Sistema” è al collasso.
Ma Prodi è caduto. E si festeggia.