La DerivaIl successo de “La Casta”. Il successo di Travaglio. E adesso il successo de “la Deriva”. Tutti libri di certo non di sinistra.
Certo, nemmeno libri “berlusconiani”. Ma quando Travaglio dice di essere un liberal-conservatore, non possiamo rispondergli “non è vero, sei un comunista”. Certo, Stella non è un fan del Cav. Ma di sicuro è un liberale. Per di più veneto. Non è certamente un comunista! Stesso dicasi per il piemontese Rizzo.
Dicono che lo stesso Travaglio abbia ammesso che in America voterebbe il GOP e in Francia forse per Le Pen. In Italia scrive sul giornale fondato da Antonio Gramsci.
Travaglio potrebbe essere la nostra Ann Coulter. Ma Berlusconi e il Pdl non sono Bush e il GOP. Il garantismo del Pdl verrebbe tacciato negli USA di essere una schifezza liberal, di sinistra. Ma in futuro, chissà…
Il giustizialismo di Travaglio è alieno alla sinistra italiana, che lo usa strumentalmente contro il nemico politico. Certo, a volte fa spaccia per sentenze gli atti raccolti dai PM nel corso delle indagini preliminari. Ma questa è altra storia. Politicamente, il garantismo è storicamente di sinistra. Il giustizialismo è storicamente di destra. Chi scrive garantista non è.
I libri di Stella&Rizzo (La Deriva è meglio de La Casta. Ergo, leggetelo…), invece, sono i fustigatori dello spreco di denaro pubblico, dell’assistenzialismo, dei sindacati che difendono i fannulloni, dell’egualitarismo nel mondo del lavoro (pubblico e privato), dei no alle infrastrutture, delle università italiane sparse in ogni borgo e che sfornano laureati-ignoranti, della scuola pubblica vista come luogo di ammortizzazione sociale e non di formazione, etc.
Tutti portati della cultura sessantottina, poi concretizzati dalla Democrazia Cristiana per soddisfare appetiti economici ed elettorali. Ma risultati anche dell’incapacità di questa strana Seconda Repubblica di aggredire le vere sacche di spesa fuori controllo (sanità, scuola, previdenza, enti locali) e di rimettere in moto l’Italia.
Sono libri che se letti, possono spingere la politica ad osare. Ma poichè sono letti da milioni di italiani, sono libri che spingono i cittadini a chiedere alla politica di osare.
Osare in che direzione? Nella direzione del buon senso. Che in questa Italia incrostata, bloccata da mille veti e corporazioni, in questa Italia malata di socialismo si può concretizzare solo attraverso politiche liberiste, dall’Università alla Scuola, dal pubblico impiego all’assistenzialismo, dal mondo del lavoro al sindacalismo, etc…
Ci vuole un Berlusconi stile ’94. Quello Thatcher version, per intenderci…