La legge dice che i viaggi speciali per i tifosi non sono più possibili.
La legge dice che i biglietti sono nominativi e che per entrare allo stadio bisogna esibire un documento di riconoscimento.
La legge dice che per viaggiare su un mezzo di trasporto è necessario un titolo di viaggio.
La legge dice che… etc. etc.
Tifo Napoli. Ma coloro che hanno assaltato un treno e una stazione ferroviaria e tutte le altre belle cosette che abbiamo visto in TV in questi ultimi giorni, mi fanno vergognare di essere (tifoso) napoletano.
Come se non ci bastassero le altre sciagure che affliggono la nostra Terra.
Chi ha sbagliato? Maroni annuncia un repulisti in 48 ore. Vuole un responsabile. Sarebbe ora.
Ma chi erano quei teppisti? Il Questore di Napoli, Manganelli, tira fuori la parolina magica. Camorra. Può darsi. Anzi, sicuramente. Eppure sembra la solita scusa, classica, facile e di sicuro successo.
Il Questore dice che non ci sono stati incidenti. Le immagini dicono che mentre centinania di barbari con tanto di fumogeni e passamontagna scorazzavano per la Stazione Termini, le forze dell’ordine guardavano. Vabbè, nulla di nuovo.
La verità è che non servono nuove leggi, nuovi provvedimenti, nuove misure simboliche.
Basterebbe far pagare il biglietto del treno. Chi non lo ha non parte. Elementare.
Basterebbe far comprare il biglietto nominale e controllare il documento all’ingresso dello stadio. Se i due nominativi combaciano entri. Altrimenti no. Semplice.
Eppure tutto questo non accade in Italia
.
Servirebbe una svolta individualista in questo Paese. Risolveremmo tanti problemi (non solo del calcio).