Carissimi,
credo che a nessuno di voi sia sfuggito il tentativo di strumentalizzazione messo in atto sulla antica diatriba fascismo-antifascismo ai danni di Azione giovani, anche per qualche nostra ingenuità.
Ero convinta che il comportamento di migliaia di ragazzi nell’incontro con il presidente Fini ad Atreju avesse rivelato alla politica e al mondo dell’informazione qualcosa di più del nostro modo di essere e di pensare. Così non è stato. Così non si è voluto che fosse.
Ritengo dunque opportuno intervenire, anche per non essere ingiustamente attaccati in nome di cose né dette né pensate.
Non cadete nel tranello. Siamo stati e restiamo gente che crede nella libertà, nella democrazia, nell’uguaglianza e nella giustizia.
Siamo quelli che ogni giorno consumano i migliori anni della propria gioventù per difendere questi valori, al punto che se oggi qualcuno si mettesse in testa di reprimerli – come avviene in Cina, a Cuba o in altre parti del mondo – noi li difenderemmo con la vita. Sono i valori sui quali si fonda la nostra Costituzione e che sono propri anche di chi ha combattuto il fascismo.
Certo, c’è stato anche un antifascismo “militante” in nome del quale sono stati uccisi presunti fascisti e anche antifascisti, sono stati infoibati vecchi, donne e bambini, sono stati eliminati ragazzi di sedici anni che avevano come unica colpa quella di far parte della nostra organizzazione. Certo, ancora oggi, in nome dell’antifascismo “militante” ad alcuni di noi viene impedito di andare a scuola, all’università, al cinema.
Si tratta della mia obiezione ed è la stessa di Gianfranco Fini che, ad Atreju, ha operato questa distinzione, parlando di un antifascismo democratico e uno non democratico, ovvero di una parte di questo fenomeno nei cui valori ci riconosciamo e di un’altra parte le cui gesta sono distanti anni luce dai principi nei quali crediamo (e nei quali dovrebbe credere anche l’altro antifascismo). Noi rifiutiamo ogni forma di violenza, oppressione e intolleranza.
Gianfranco Fini ha operato questa distinzione senza soffermarcisi perché voleva che il suo giudizio sul fascismo fosse chiaro, netto, definitivo. Sapeva che molti di noi sarebbero stati feriti da questo atteggiamento, ma non ha voluto blandirci come fossimo ragazzini inconsapevoli. Sapeva di avere davanti gente piena di dignità, giovane e matura nello stesso tempo. Ed è quello che siamo.
E allora guai a offrire pretesti a una sinistra terrorizzata dall’impossibilità di utilizzare ancora contro di noi quella carta jolly rappresentata dall’accusa di fascismo. Guai a farci mettere ancora sotto accusa da chi, per storia, ha decisamente poche lezioni da offrire. Così da poter essere finalmente noi a chiedere conto del perché, ancora oggi, non una parola di solidarietà venga spesa dai sedicenti democratici quando i ragazzi di Ag vengono aggrediti o le loro sedi date alle fiamme.
E adesso, per favore, basta.
Basta con questa storia del fascismo e dell’antifascismo. Mi rivolgo a tutti, dentro e fuori da Azione Giovani, dentro e fuori da An, dal Pdl, da Montecitorio, dalla politica italiana intera. Pietà! Siamo nati a ridosso degli anni ’80 e ’90, siamo tutti protesi anima, cuore e testa nel nuovo millennio. Dobbiamo respingere insieme questo tentativo di rinchiudere quella meravigliosa gioventù che svolgeva poche ore fa la più grande manifestazione giovanile d’Italia in uno spazio angusto di quasi cento anni or sono. Ragazzi, stiamo vincendo e questo non va giù a una sinistra sempre più priva di risposte concrete e suggestioni efficaci. Che ha completamente perso il contatto con la nostra generazione e ora cerca di costringerci all’interno di una galera civile per evitare che il nostro amore possa continuare a contagiare altri giovani italiani.
Non ne posso più di parlare di fascismo e antifascismo, e non intendo farlo ancora. Voglio fare altro, occuparmi di questo presente e di questo futuro. Come ognuno di voi, voglio fare politica nell’Italia di oggi, per dare una speranza all’Italia di domani.
Tutto il resto è noia.
Giorgia Meloni









Si, va bene. D’accordo su tutto. Tranne che sull’ipotesi che questo sia “l’ennesimo tentativo della sinistra di riportarci dentro i confini ghettizzati vecchi di sessant’anni”. No, qui la sinistra non c’entra. Qui non sono stati loro a riportare di nuovo su tutti i giornali la parolina magica “antifascismo”…
davvero vogliamo che non se ne parli più? Che lo si dica al presidente della camera, non a noi militanti di Azione Giovani.
E’ stato un errore politico e storico, che lo si ammetta.
Io continuo ad essere d’accordo con Iadicicco.
Conquistiamo il domani, ci appartiene. Ma se vogliamo nascondere il nostro passato, di certo non avremo mai futuro.
E invece si tratta solo di una trappola. Azione Giovani può evitarla con intelligenza. Basterebbe ricordare che i socialcomunisti non possono ergersi come nemici del fascismo, visto il fatto che Mussolini si professava “socialista” anche alla fine. E’ lì il punto nodale, che metterebbe a tacere per sempre gli “antifascisti”, che sono oggi i primi e unici “fascisti” nel termine che loro stessi intendono. Non mi voglio addentrare nella questione del “fascismo buono” e di quello “da buttare”. Non è quello il punto, sono cose da storici e da coscienza individuale. Il punto è mettere a tacere per sempre il fascismo che è negli antifascisti. Confido che i giovani capiscano questa cosa.
Va bene il presente e il futuro.Ma nessuno ha mai sentito parlare di culture politiche.La politica ha cambiato volto.
La vera noia è questa omologazione culturale che ha completamente spento tutto.
L’antifascismo finiano mi sembra uno di questi assurdi paradossi che ben esprimono il non luogo cabarettistico nel quale si muove lo sterile dibattito diuna politica che assomiglia sempre più a un realty show.
Questa è la noia che uccide quel che resta degli ideali e della passione, requisiti imprescindibili per appartenere a una comunità.
@ Andrea, l’errore non è stato di Fini, lui ci ha aggiunto il carico ma il discorso all’inizio l’ha intavolato qualcun’altro…
Già, il discorso l’ha tirato fuori un giornalista che ha chiesto ad Alemanno se il Fascismo fosse o no il male assoluto. E ci siete cascati come polli. Iadicicco più di tutti. Essere contro le dittature vuol dire essere anche antifascisti. Tanto difficile dire che siamo contro tutti i fascismi, di destra e di sinistra, contro quelli di Hitler e di Mussolini ma anche contro quelli di Stalin, di Castro e delle brigate rosse, e già che ci siamo anche contro il fascismo di Veltroni e di D’Alema, che quando erano giovani militavano in un partito finanziato dall’Unione Sovietica che voleva instaurare il comunismo in Italia? Fare distinguo vuol dire non essere contro le dittature. Per questo ha detto bene Matteoli: chi non è d’accordo con Fini è libero di andarsene.
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AZIONE GIOVANE E’ LA REALTA’ POLITICA FORSE PIU’ IMPORTANTE CHE EMERGE DAL QUADRO POLITICO NAZIONALE. AG STA DANDO E DARA’ MOLTI DIRIGENTI DI PRIMO LIVELLO.
ED IO CREDO CHE QUESTO PERIODO SIA UN’OTTIMA OCCASIONE PER SUPERARE UN PROBLEMA CHE ALTRIMENTI POTREBBE DIVENTARE FASTIDIOSO PER IL FUTURO: FASCISTI O ANTIFASCISTI?
LA SOLUZIONE DIMENTICARE QUESTI TERMINI E CONCENTRARSI SOLO SU I VALORI DI CUI LA BELLISSIMA GIOVENTU’ DI AG E’ PORTATRITRICE.
AG E’ UNA REALTA’ VINCENTE MA DEVE RENDERSI CONTO CHE CERTI TERMINI HANNO UN IMPATTO SOLO EMOZIONALE MA NEL CONCRETO CONTANO I VALORI CHE VANNO DIFESI CON “L’AZIONE” E NON CON POLEMICHE INSIDIOSE.
IL PRESENTE E’ DEI GIOVANI NON IL PASSATO.
NON CI SI PUO’ FAR MALE DA SOLI OGGI CHE LA SINISTRA E’ POLITICAMENTE RIPIEGATA SU SE’ STESSA.
OGGI LA DESTRA GRAZIE ANCHE A FINI VIVE UN MOMENTO
FLORIDO E CREDO CHE SIA SOLO L’INIZIO,PERCHE’ TRA NON MOLTI ANNI AVREMO UN PREMIER DI DESTRA.
GIOVANI DI DESTRA FATEVI FURBI E CERCATE DI LEGGERE TRA LE RIGHE.
@ Andrea: io per consuetudine non sono mai d’accordo con Iadicicco. E viceversa. Ma ci ridiamo su.
@ Paolo: straquoto. E’ che in AG il socialismo non è che sia visto tanto male (come dalle nostre parti). Hai centrato il problema.
@ nicola vacca: io mi sono annoiato anche a sentire 20enni che discutono sul loro “essere fascisti oggi”.
@ Alberto: qualcun’altro che dovrebbe guidare una Città che fa schifo o a fare bene il Ministro, invece che parlare di pizza e fichi…
@ Gionata: non se ne andrà mai nessuno, stai tranquillo!
@ James: thanx!
@ francesco: abbiamo potenzialità incredibili che non possono limitarsi ad una questione stantìa e noiosa come il fascismo.
«Siamo tutti d’accordo con le idee di Fini» smorza Michele Pigliucci, responsabile nazionale di Azione studentesca. «Io però non avrei usato il termine antifascismo, perché per noi, quotidianamente, significa attacco anche fisico da parte di persone di estrema sinistra».
Francesca Schianchi per “La Stampa”
E’ stato incredibile come ben 3 politici navigati (Alemanno, La Russa e Fini) siano caduti come il peggior Tafazzi in quella che è la trappola antica della sinistra: permettere ai nostri nemici – in un periodo politico a noi favorevolissimo – di riaprire il dibattito sul fascismo, e metterci all’angolo con la scusa che non siamo abbastanza democratici ma che alimentiamo “pericolosissime, spaventose, inconfessabili nostalgie”.
Alemanno se n’è uscito con una precisazione che avrà fatto godere Veltroni per 3 giorni, tanto offriva il fianco per riaprire le solite ritrite polemiche. La Russa, il meno colpevole, ingenuo a credere che le stesse parole di Violante dette da lui potessero avere ugual risposta, soprattutto se pronunciate davanti al comunista Napolitano, seppur in veste di Capo dello Stato . E poi, Fini – che si è fatto un po’ troppo prendere dalla smania di totale sdoganamento tutta protesa ad una futura leadership – e che è stato il più pollo di tutti, alimentando un noioso e quasi ignorato dibattito pregresso per la fretta di cancellare le cazzate, gonfiate ad hoc, dei suoi colonnelli. Il perché è presto detto. Avrebbe potuto fare l’identico discorso parlando di antitotalitarismo invece che di antifascismo, e avrebbe detto le stesse identiche, apprezzabili cose, senza però andare a colpire alcune sensibilità a dir la verità un po’ eccessive, visto che AN ha chiuso da tempo con il fascismo, e chi ne è dentro dovrebbe essersene accorto anni fa.
L’unica persona in questo nostro partito con un po’ di vera capacità politica, a questo punto, resta Giorgia Meloni, incolpevole e chiamata a togliere le castagne dal fuoco a tutti. Lei è riuscita a dire le stesse cose di Fini, ma con le parole giuste, corrette, chiare per tutti e offensive per nessuno. Giorgia, ha fatto presente che noi giovani di destra non abbiamo niente di cui vergognarci, a differenza di certa sinistra che, in nome dell’antifascismo, ha compiuto contro nostri fratelli delitti gravissimi in nome di un vergognoso “alibi” democratico. Ed è proprio per questo che non dobbiamo farci mettere all’angolo da diatribe fuori tempo. Malgrado tutto il casino non causato da lei, lei ci ha messo una pezza. E facendolo è anche riuscita ad assestare due belle bacchettate sulle mani a tutti i falsi democratici, maestrini e maestri cattivi (alla Sofri per intenderci) che però si sentono eletti al ruolo di accusatori e giudici, anche quando lanciano una sottoscrizione on-line a favore di Cesare Battisti.
Infine, due incisi. Il primo su Iadicicco. Patetico a essere generosi. La sua totale e spaventosa incapacità di leggere il momento politico e di adeguarsi ad esso, magari anche solo rimandando le polemiche o quanto meno mantenendole “in casa”, mette paura ben più delle stronzate violente di Caruso. Si è sentito ferito dalle parole di Fini, vabbè! Ha dovuto esternare? Pazienza. Però, eviti di fare proclami e scatenare casini, salvo rimangiarsi tutto la sera stessa quando, probabilmente, Alemanno ha bacchettato Augello, e Augello ha promesso due calci in culo a lui.
Basta con questi “duri e puri” del cavolo, alla Storace per capirci, che poi per una poltrona darebbe fuoco alla madre. “Sgomitatori” professionisti.
Vogliamo essere guida per questo Paese? Dobbiamo rinunciare ad atteggiamenti ed ideologie che forse avevano un perché all’inizio del secolo, ma che ora non hanno senso alcuno. I comunisti sono fuori dalla storia, i fascisti pure. E’ una realtà, non una scelta ancora da operare. E, chi non lo comprende più che nostalgico, è scemo.
Nel dubbio, chi non si riconosce in percorsi democratici potrebbe provare a vedere se sfilando a via dei Fori imperiali con fez e gagliardetto lo prendono per un politico illuminato o per uno che gira un film storico.
Per finire, un pensierino ad Alessandra Mussolini, un’altra che come la Santanché è un monumento alla coerenza. Anche lei dura e pura, salvo essere pronta ad attaccarsi a qualsiasi compagine pur di avere una poltrona (all’epoca quasi quasi anche ai Ds), una sediolina, uno strapuntino (attualmente, con Berlusconi)… Una capace di dire tutto e il contrario di tutto, di stare di qua e di là allo stesso tempo, nella miglior tradizione del “un piede in due, tre e, se ci sono, anche 4 scarpe” che in Italia tanta cittadinanza ha sempre trovato.
Cara Alessandra, le tette te le abbiamo già viste sui film, è inutile che ce le mostri con la scusa della maglietta nostalgica.
Andrea
Giorgia è il mio leader e lo è sempre stata.
Io sono convinto di una cosa, che sputare nel piatto in cui si è mangiato è come vergognarsi di quello che si è fatto per anni, e di quello in cui si è creduto per anni, e come dire chi è morto per quel ideale è morto per nulla, l’inteligenza sta nel sapersi distinguere dalla massa, nell’evitare l’omologazione assoluta, e oggi sto vedendo che la politica è riuscita a farci omologare a tutti, e soprattutto i giovani, qui nn è questione di fascismo o antifascismo, qui il problema è un altro qui è una questione di voti, fini lo fa per i voti, si vende per il potere e noi azione giovani per cosa lo facciamo per il potere?
Io nn riuscirò mai a dire di essere antifascista, mi rabbrividisco solo a sentirlo dire, perchè il momento solo che io lo dico per scriverlo in questo blog mi vedo passare come un book fotografico le scene di morte che ci furono negli anni 70, dove ragazzi credevano in qualcosa e morivano per quel qualcosa, e sentir parlare qualcuno di voi e fini mi fa male pensare che questi ragazzi sono morti per la seconda volta e forse per sempre.
Mussolini diceva che il fascismo nn è un ideale statico è qualcosa che cambia con il cambiare del tempo e dei periodi storici, aveva ragione ma qualcuno gli sta dando torno e quelli forse è proprio il partito che lo ha difeso per anni.
Io sono fascista e quando vedo i miei amici e molti comunisti sanno come la penso e mi ammirano perchè io ho un IDEALE.
grazie per la cortese attenzione
Ma fini ha mai detto da quando è salito al governo che si deve fare un azione più efficace contro la mafia? No pensa solo a diventare il nuovo giulio andreotti, ormai pensiamo solo al potere, potere, potere.
In sicilia ci siamo alleati con il diavolo pur di vincere le elezioni, Lombardo in sicilia lo conosciamo bene, è stato processato arrestato, e noi belli belli facciamo un accordo con lui, va bhe tanto che cè ne frega dei siciliani, hanno convissuto sempre con la mafia che ci fa un mafioso in più uno in meno.
Ma io mi ricordo che l’msi era nato con un ideale indissolubile l’antimafia, ma dove sta adesso?
Fini se le chiesto?
No è troppo impegnato a diventare democristiano, è troppo impegnato a leggere se uno dei suoi dice di essere fascista o no, mentre la mafia qui si fa i suoi interessi e un intero popolo soffrirà negli anni a venire.
Cuffaro è stato condannato a 5 anni e il premio è stato mandarlo in parlamento.
ma fini pensa sempre a democristianizzarsi.
Ragazzi sveglia queste sono le lotte vere no quelle cazzate che dice Fini per accaparrarsi 4 voti, e magari voti di mafia.
Caro andrea, il problema nn è l’ideale, il problema è perchè tutti vogliono che ce ne sbarazziamo, è stato questo che ci ha impedito di crescere come nazione?
Sai nn penso che sia questo, io penso che sia stato invece il contrario, perchè mentre noi discutevamo anche con violenza sui nostri ideale, i politici mangiavano anche quello che nn c’èra.
La verità che nn ci sono stati mai dei veri ideale in parlamento, lì cè stato un accordo tacito per prendersi tutti i diritti di questo mondo, l’unico errore e che loro ci usavano per i loro scopi, per arrivare la e fare ciò che gli pareva, e noi siamo rimasti lì a dire fascista, antifascista.
Ma il problema nn sta negli ideali ma sta nelle persone che arrivano al potere.
Andreotti aveva ideali?
Mi sa che l’unico ideale che aveva erano i soldi e il potere, anche se doveva uccidere, e lo ha fatto usando la mafia.
vogliamo portare i veri ideali in parlamento o vogliamo portare gente vuota che rinnega che nn sa che la sua storia comporta un certo peso.
Chi deve rappresentarci deve capire che deve dare importanza all’ideale e nn ai sporchi accordi sottobanco.
se i parlamentari avessero ideali non parleremmo ancora di mafia di camorra o di altro, ma parleremmo di come potrebbe funzionare l’economia o se fare o nn fare un infrastruttura.
Ma invece il nostro leader che fa dice a noi, si dovete rinnegare tutto, dovete omologarvi, e nn con gente che cmq ha una storia dietro ma con gente arrivista che è arrivata adesso e che vuole fare politica, gente senza un identità politica.
Io voglio sperare che voi nn vogliate questo.
Tutti gli uomini di cultura di destra si sono allontanati da alleanza nazionale, vi siete domandati il perchè?
abbiamo perso troppo in questi anni e se perdiamo anche l’ideale saremo come tutti gli altri, il nulla assoluto, ci chiameranno democristiani.
oddio orribile