Molto probabilmente vincerà Barack Obama Hussein, lo abbiamo capito. Non sarà una vittoria travolgente, almeno nel voto popolare. Il +5 di Obama nel voto popolare è ancora recuperabile, ma difficilissimo è rimediare al +190 nei grandi elettori.
Sarà una vittoria non di una nuova visione, ma un successo “contro”. Sembra ripetersi il 1976, la vittoria di Jimmy Carter – il peggior Presidente di sempre – contro il “Presidente per caso”, Gerald Ford.
Speriamo – per gli USA e per noi europei – che la Presidenza Obama non sarà come quella di Carter. In realtà penso il contrario. Vedremo.
Di certo, se dovesse succedere l’impossibile, cioè una vittoria di McCain, – che sarebbe “la più grande risurrezione dai tempi di Lazzaro“, come Nixon nel 1968 – assisteremmo ad un suicidio di massa, specie in Italia. Dove Veltroni ha detto che “con la vittoria di Obama avremo un nuovo inizio”. Quanti voti abbia Obama in Italia è un dubbio. Quanti ne abbia Veltroni, invece, lo sappiamo: pochi. Ma non solo problemi di quantità ha il leader del PD. La sinistra italiana è in crisi. Difende uno status quo che la maggioranza degli italiani – anche quelli di sinistra – non sopporta più. Il PD ha a che fare con gli ultimi giapponesi del comunismo alla sua sinistra e con il peggio del giustizialismo ottuso alla sua destra. L’asse con Casini è atto di disperazione, sia di Veltroni che dell’Udc (unico partito di centro in Europa che non conta nulla).
Insomma, al povero Veltroni non resta che Obama. Poverino.