Mentre Beppe Grillo – guru degli extraparlamentari – compra casa a Lugano (chissà come mai…), la sinistra difende SKY e si scaglia contro il dl del Governo che vuole riportare al 20% l’IVA sulle Tv a pagamento.
Sono un abbonato SKY. E sono contento di esserlo. Credo che SKY is wonderful! Altro che RAI, Mediaset e La7.
Sinceramente, nemmeno sapevo di pagare l’IVA al 10%.
Certo, non mi fa piacere pagare 37 euro in più all’anno. Ad oggi pago 40 euro per 12 mesi (quindi 480 euro). I 37 euro in più che dovrò pagare saranno fastidiosi, ma non saranno aggravio insopportabile. Paghiamo tante tasse senza ricevere un servizio: mi viene in mente la tassa sulla monnezza (che io pago a Roma). L’obolo che pago a SKY è pienamente ricompensato dal servizio.
Detto questo, non capisco perchè la TV a pagamento debba avere l’IVA agevolata al 10% (decisione dei governi di sinistra che furono).
Certo, fa scandalo anche l’IVA agevolata per giornali e canone RAI, come giustamente dicono da SKY. Ma il privilegio è malcostume che va soppresso, non esteso a tutti.
Dinanzi alla crisi economica, di fronte a un decreto del Governo che va discusso (e magari migliorato), la sinistra s’impegna in un’unica battaglia: difendere gli abbonati SKY, notoriamente dei poveri cristi, e l’azienda proletaria che si chiama SKY.
La sinistra
da tempo non ha più i piedi per terra. PD is on the Sky!
Nel palazzo si parla solo di SKY. Per le strade solo della social card. Piaccia o meno, è così…