Chi scrive è un elettore di Silvio Berlusconi. Oltre che un suo sostenitore. Ma non è un fan, un ultras o robe simili. Chi scrive ha imparato che l’obiettività è un miraggio per l’uomo, ma ci prova.
La gazzarra organizzata dal gruppo di potere che fa a capo a De Benedetti (e a certi ambienti internazionali) contro il Presidente del Consiglio ha un obiettivo chiaro: far dimettere Berlusconi. La sinistra (de Benedetti ne è il vero capo) ha capito che finchè in giro c’è il Cav. non vi è trippa per gatti per nessuno.
L’obiettivo è palese: bisogna abbattere il nemico. Per un motivo molto chiaro: oggi Silvio Berlusconi è – dopo (forse) Barack Obama - il politico occidentale più forte nel proprio Paese.
Negli USA Barack Obama è ancora nella fase della “luna di miele” anche grazie a un GOP in ristrutturazione. La Merkel guida un Governo di Grosse Koalition (il sogno dei D’Alema e dei De Benedetti nostrani) e a breve dovrà provare a passare indenne sotto un delicato tunnel elettorale. Sarkozy ha un’immagine offuscata in Patria e la sua agenda di Governo è al palo. Brown è ai minimi storici e stessi quelli del Labour non vedono l’ora che se ne vada. In Giappone il Premier uscente Aso è sotto il fuoco incrociato dell’opposizione e dell’opinione pubblica.
Dinanzi a questo quadretto, le D’Addario e i Tarantini appaiono poca cosa. Premesso che il “fatto” (non dico il reato) non riesco a vederlo, il discorso è un altro: Berlusconi è il leader incontrastato dell’Italia. La diplomazia italiana viaggia in base alle sue direttive e i buoni rapporti con Turchia e Russia da un lato e Usa dall’altro (ma meno che nel periodo d’oro di amicizia italo-americana, ossia 2003-2006) corrispondono agli interessi di una potenza medio-piccola come è l’Italia, situata a Sud dell’Europa e in mezzo al Mediterraneo.
Berlusconi gode di un consenso interno mai avuto in precedenza da nessun altro premier italiano e che non ha eguali in Europa. Solo Obama può – negli USA – presentare percentuali di gradimento simili (ma inferiori) a quelle del Cav.
Per questo il Cav. è talmente forte da potersi permettere di giocare un ruolo da protagonista al G8. E non perchè fosse il padrone di casa. Solo per questo il G8 è stato un successo per il Cav. e soprattutto per l’Italia.
Potrà far discutere, ma oggi il destino dell’Italia combacia con il destino di Berlusconi. Attentare al Cav significa indebolire il Paese.