Anche se a volte mi viene da fare il libertario, nel mio cuore so di essere un conservatore. Con una morale. Così la vicenda Cav.-D’Addario merita una riflessione.
Punto primo: le intercettazioni pubblicate dall’Espresso erano state sigillate dalla Procura di Bari. Inaccettabile. E ancor più inaccettabile è il fatto che a legge vigente nessuno pagherà per questo reato e per questa gravissima violazione della privacy. A questo punto vorrei sapere come si può essere contrari alla riforma delle intercettazioni proposta dal Governo.
Punto 2. La campagna anti-Premier del gruppo editoriale di De Benedetti ha un fine chiaro: le dimissioni di Berlusconi. C’è chi dirà che il Presidente può andare a letto con chi vuole. Non è proprio così. E’ vero che l’esercizio (e la fruizione) della prostituzione di per sè non è reato (thanx to MF). Ma la fruizione della prostituzione vorrebbe essere punita da un ddl del Governo Berlusconi con l’arresto da cinque a quindici giorni e un’ammenda da 200 a 3 mila euro.
Discorso diverso nel caso il Presidente sia andato – come credo – con una donna che non sia una prostituta: in tal caso ne deve rispondere alla moglie e all’elettorato. Funziona così nei paesi seri.
Punto 3. Quanto sia dannosa tutta questa storia per il nostro Paese, non sta a me dirlo. Siamo dinanzi ad una Magistratura che fa trapelare fiumi di notizie contro il Premier; a giornali che pubblicano contra legem atti senza rilievi penali; a partiti che fanno politica solo sulla (presunta) vita sessuale del Presidente. Certo, poi ci sono i festini nelle ville del Presidente che si potrebbero evitare. Ma questa è francamente la cosa meno grave.
Mi metto nei panni del cittadino SB. Se il cittadino GM vedesse le proprie intercettazioni private, senza rilievi penali, sul giornale di provincia, pubblicate dunque contro legge (magari in prima pagina) e con un avversario politico (o imprenditoriale, etc…) che strumentalizza il tutto, cosa dovrebbe fare? Io alzerei i tacchi – con tutta la mia famiglia – e me ne andrei in un altro Paese!
L’Italia sta diventando un paese anarchico. Qualcuno deve ripristinare l’ordine, “fondamento di tutte le cose”, come insegnava Edmund Burke. Senza manganelli, ovviamente.
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@ Rukko: ok spoil system per dirigenti d'indirizzo. La corru...
Scusa Gianmario, esordisci scrivendo che " il malcostume, il...
Forse il problema è che la corruzione si annida ormai ovunqu...







Il mio garantismo è stato messo duramente alla prova dalla lettura di quelle intercettazioni (non ho voluto ascoltare audio)..
..mi chiedo davvero cosa possa stabilire lo status ‘legale’ di prostituta oppure no: alla fine una donna che va con una persona in cambio di favori o denaro cosa è?
In Italia non esistono più regole, hai perfettamente ragione: se le intercettazioni fanno comodo a una parte, tac, si pubblicano così nel disprezzo della dignità e della privacy. Se andare a prostitute ed essere scoperti costa una carica di governo, tac, spariscono le prostitute e si parla di escort, spariscono i puttanieri e si parla di utilizzatori finali.
C’e’ bisogno di un ordine anzitutto DENTRO di noi. Splendido post, ti leggo sempre Gian!
leggendo questo post, mi torna alla mente la pubblicazione (da parte di un noto settimanale) dei movimenti bancari di Massimo D’Alema, vergognoso. A distanza di anni nulla è cambiato!!!
Caro Gianmario, condivido appieno lo spirito e le conclusioni del tuo commento, però con una correzione formale, ma secondo me di rilievo: non darmi del saccente, ma seppure ’sta famosa Patrizia fosse una prostituta abituale e SB ne fosse stato consapevole, il suo comportamento (se è questo che gli si vuole contestare) non avrebbe in nessun caso rilievo penale perchè l’esercizio (e la fruizione) della prostituzione di per sè non è reato. Tant’è che tutto viene fuori da un’indagine sulla diversa posizione del Tarantini, per il quale si ipotizza l’induzione e lo sfruttamento della prostituzione (questa sì reato).
Se è vero che andare a prostitute non è reato e che questo elemento, unito al contesto e alle modalità con le quali si consume da ormai due mesi questa continua aggressione mediatica a SB, consolida i giudizi di fondo che tu esprimi al riguardo, allo stesso tempo credo sia ben più che opportuno riflettere in maniera disincantata sulla sostenibilità ‘politica’ della posizione sinora matenuta da Berlusconi sulla vicenda. Credo che la maggioranza di governo ne abbia sempre maggiore consapevolezza.
Ottime riflessioni le tue, come sempre.
Ti abbraccio. M.F.
La riforma delle intercettazioni proposta dal Governo è un attentato all’efficacia delle indagini (questa è una cosa sulla quale discutere è una perdita di tempo, dato che è una verità oggettiva), poi sull’opportunità che vengano pubblicate intercettazioni che violano la privacy si può anche discutere. Comunque vorrei ricordare che Silvio Berlusconi è il Presidente del Consiglio e se organizza feste nelle sue proprietà (rese da lui stesso semipubbliche) invitando presunti (e neanche tanto presunti) cocainomani e presunte prostitute (per loro ammissione escort), forse tutto ciò qualche interesse di rilievo nazionale ce l’ha e non si può dire che sia obiettivamente scandaloso che la stampa tratti il caso. Vorrei anche ricordare che lo Scudo Alfano, che sinora ha salvato Silvio Berlusconi dalla giustizia e che verrà valutato da una Corte Costituzionale composta da personaggi che vanno a cena insieme allo stesso Silvio Berlusconi e al Sig. Alfano, sta renedendo il nostro Stato sempre più simile a un regime autoritarista: parlare di anarchia mi sembra completamente fuorviante.
@ MF: grazie. Ho citato il tuo giusto appunto.
@ Franklyn: è scandaloso che vengano pubblicate intercettazioni sigillate dal PM. Sull’autoritarismo mi viene da ridere.
Può essere che sia scandaloso, dipende dai punti di vista, ma ciò che è emerso da quelle intercettazioni è enormemente scandaloso. Sull’auroritarismo c’è poco da ridere, è una cosa grave!
Se le intercettazioni pubblicate erano sigillate, credo che anche il codice vigente ne proibisca la pubblicazione. E se non è così, basta poco a fare una legge che proibisca appunto la pubblicazione. Non vedo quindi perché fare una “riforma” sulle intercettazioni che ne ostacoli l’utilizzo come mezzo di indagine.
Sulla questione prostitute: il problema non è che Berlusconi è andato con una prostituta, il problema è che in Italia si stimano 9 milioni di “clienti” (dati del ministero delle pari opportunità, ma sentiti anche al TG1 un po’ di tempo fa).
Un puttaniere ha come minimo 9 milioni di voti assicurati: sono sempre più convinto che la nostra classe dirigente sia lo specchio della nostra società.
Ciao!!!