- FUSIONI TRA ATENEI PER ABBATTERE COSTI: Sara’ possibile fondere o aggregare, su base federativa, universita’ vicine, anche in relazione a singoli settori di attivita’, per aumentare la qualita’, evitare duplicazioni e abbattere i costi.
- BILANCI PIU’ TRASPARENTI: I bilanci delle universita’ dovranno rispondere a criteri di maggiore trasparenza (attualmente non calcolano, ad esempio, la base di patrimonio degli atenei). Debiti e crediti saranno resi piu’ chiari secondo criteri nazionali concordati tra i ministeri Istruzione e Tesoro.
- DIMEZZATI SETTORI DISCIPLINARI: I settori scientifico-disciplinari passeranno dagli attuali 370 a circa la meta’ (con una consistenza minima di 50 ordinari per settore). La sforbiciata punta anche a evitare che cordate ristrette abbiano troppo potere. E’ poi prevista una delega al ministro per riorganizzare i dottorati di ricerca.
- PER RETTORI MANDATO MASSIMO DI 8 ANNI: Alla base della riforma della governance c’e’ l’adozione di un codice etico per evitare incompatibilita’ e conflitti di interessi legati a parentele. Per quanto riguarda i rettori e’ previsto un limite massimo complessivo di 8 anni per il loro mandato (inclusi quelli gia’ trascorsi prima della riforma). Ci sara’ una distinzione netta di funzioni tra Senato accademico e Cda: il Senato avanzera’ proposte di carattere scientifico, ma sara’ il Cda ad avere la responsabilita’ chiara delle spese, delle assunzioni e delle spese di gestione anche delle sedi distaccate. Sara’ ridotto il numero di membri sia del Senato (al massimo 35 contro gli oltre 50 di oggi) sia del Cda (11 invece di 30) ”per evitare organi pletorici e poco responsabilizzati”. Il Cda avra’ il 40% di membri esterni e sara’ rafforzata la rappresentanza studentesca (questo anche nel senato). Un direttore generale prendera’ il posto dell’attuale direttore amministrativo e avra’ compiti di grande responsabilita’, insomma sara’ un vero e proprio manager dell’ateneo. Infine, il nucleo di valutazione d’ateneo sara’ a maggioranza esterna (per garantire una valutazione imparziale) e sara’ semplificata la struttura interna degli atenei.
- SCATTI STIPENDIALI SOLO A PROF MIGLIORI: Una commissione nazionale (con membri italiani e per la prima volta anche stranieri) dovra’ abilitare coloro che sono ammessi a partecipare ai concorsi per le varie fasce. Saranno valutate le capacita’ e il curriculum sulla base di parametri predefiniti. Le universita’ potranno assumere solo coloro che saranno riconosciuti validi dalla commissione. Vengono previsti incentivi economici al trasferimento per i docenti al fine di rendere concretamente possibile la mobilita’, con procedure semplificate per i docenti di universita’ straniere che vogliono partecipare alle selezioni per posti in Italia. I professori a tempo pieno dovranno lavorare 1.500 ore annue, di cui almeno 350 per docenza e servizio agli studenti. Scatti stipendiali solo ai prof migliori: si rafforzano le misure annunciate nel DM 180 in tema di valutazione biennale dell’attivita’ di ricerca dei docenti; in caso di valutazione negativa si perde lo scatto di stipendio e non si puo’ partecipare come commissari ai concorsi.
- DIRITTO ALLO STUDIO: Delega al governo per riformare organicamente la legge 390 del 1991, in accordo con le Regioni, con l’obiettivo si spostare il sostegno direttamente agli studenti per favorire accesso agli studi superiori e mobilita’. (ANSA).