Premetto che ieri mi ha sdegnato più il “no” del Parlamento all’abolizione delle Province.
Eppure, va riconosciuta l’importanza della pdl Concia contro i “reati commessi per finalità di discriminazione o di odio fondati sull’orientamento sessuale o sull’identità di genere“. Si voleva introdurre nel nostro ordinamento (intervenendo sulle leggi Reale e Mancino) una sorta di super-protezione riconosciuta solo e soltanto alle persone che si dichiarano omosessuali. Un nuovo reato di opinione. E quindi un’operazione giuridica sempre pericolosa.
Va però riconosciuto che le violenze contro gli omosessuali sono un problema molto italiano e soprattutto molto romano.  Ma non è creando – esercizio sempre pericoloso – fantomatici “nuovi diritti” che si risolve il problema. Il testo è stato bocciato  – recte: è stata approvata una pregiudiziale di costituzionalità – perchè la sua formulazione era farraginosa.  E il Pd ha fatto l’errore di non voler rinviare il testo in Commissione per ulteriori riflessioni ed eventuale riformulazione. Il Pd voleva mettere la bandierina. Ha fatto solo una brutta figura.
Sulla pdl Concia pongo un problema: mettiamo che una persona eterosessuale, subisca violenze da parte di una gang (cosa che dalle mie parti avviene ogni giorno). Se, mentendo, afferma di essere omosessuale e picchiato in quanto tale, al giudice si darebbe il potere di comminare un’aggravante. Non è una ioci causa. E’ piuttosto un problema serio, che pone il problema dell’uguaglianza dei cittadini dinanzi alla legge. A meno che non si voglia perseguire la strada delle “discriminazioni positive”. Una strada impervia e pericolosissima.
Adesso il Ministro per le PP.OO., Mara Carfagna, ha promesso che ci sarà un testo del Governo contro l’omofobia, in ossequio al Trattato di Lisbona. Come al solito, il Governo deve provvedere anche agli errori del Pd. Nella speranza che per combattere il mostro della violenza omofoba non si crei una mostruosità giuridica.