Leggete cosa scrive il giornalista Davide Giacalone: “(Fini) ha detto che Cosentino non si può più candidare. Tutto sta in quel “più”. Fini sostiene che vale la presunzione d’innocenza [...], ma osserva quel che è abbastanza evidente: l’essere indagati per avere agevolato la camorra esclude che ci si possa candidare a governare la Campania. Con ciò, però, la procura se proprio non può scegliere chi candidare, può, almeno, scegliere chi non candidare. E non è mica normale. O, meglio, sarebbe normale, in un Paese sano, dove gli indagati si fanno da parte e tornano sulla scena da innocenti. Solo che il nostro non è un Paese normale, la giustizia non funziona, quello d’indagato ed imputato può essere un destino a vita, perfino in galera più della metà degli ospiti sono innocenti e, quindi, ciascuno si regola come crede, senza che nulla abbia più valore“.
Poche parole che racchiudono il mio stato d’animo dinanzi alle vicende giudiziarie di questi giorni. Il vero problema italiano è che non viviamo in un Paese normale. Compito del Governo è – anche attraverso una globale, radicale e costituzionale riforma della Giustizia – “normalizzare” l’Italia.
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