L’affaire Bertolaso, frettolosamente definito il punto d’inizio della “nuova Tangentopoli”, svela (a chi non se ne fosse ancora accorto) come il malcostume, il ladrocinio, le tangenti non siano patrimonio esclusivo dei politici.
Chi scrive ritiene che la classe politica sia espressione fedele del Paese, con i suoi difetti (tanti) e i suoi pregi (pochi).
Dalle indagini di Firenze emergono due cose. La prima: non sono chiare le responsabilità di Bertolaso. Credo che al massimo gli si possa imputare un pizzico di negligenza. La seconda: i veri ladri di denaro pubblico, i veri corrotti e corruttori sono imprenditori, funzionari, dipendenti pubblici.
La corruzione si annida ormai più nel ceto dirigenziale che nel ceto politico. Il mito della “imparzialità” della PA è un’ipocrisia pericolosa. resto un tifoso dello spoil system selvaggio. I dirigenti, tutti i dirigenti, devono scieglierli i politici che vincono le elezioni. Così saranno i politici sul serio e direttamente responsabili dei Balducci di turno. E a quel punto le dimissioni diverrebbero obbligatorie.