Se “l’amore vince sempre sull’odio”, il Giornale della famiglia Berlusconi testimonia il contrario.
Se il garantismo è un valore irrinunciabile, ciò non vale per il Giornale della famiglia Berlusconi, al cui cospetto “Il Fatto” sfigura, in quanto a giustizialismo.
Se si è innocenti fino a sentenza definitiva, ciò non vale con i nemici del (Giornale della famiglia) Berlusconi, anche se si tratta solo di un appartamento di 40 mq e non di procedimenti penali, che so, di mafia o di corruzione dei giudici.
Se la magistratura di sinistra, le toghe rosse, i giudici politicizzati perseguitano Berlusconi, qualcuno ci dica cosa fa il Giornale della famiglia Berlusconi, se non persecuzione gossippara, politicizzata e anche ridicola nei confronti dei “nemici” (altro che “amore”…) politici del premier.
Se tutto questo continuerà, cari “amici” de “Il Giornale” e cara famiglia proprietaria de “Il Giornale”, darete la dimostrazione di essere davvero poco liberali, di avere paura e di usare ogni mezzo pur di tenere in sella il vostro Editore (nonchè politico) di riferimento. E questo non è conflitto d’interessi. E’ qualcosa di più.
Per tacere del Tg1 e del soldato Capezzone, cui regaleremo una copia di “Animal Farm” di George Orwell. In quel libro troverà un personaggio nel quale potrà identificarsi totalmente.