• 11/07/2010


    Generazione Italia  |  2 Comments





    Generazione Italia e/è lo spontaneismo

    Innanzitutto voglio dire grazie agli amici di Generazione Palermo, il 1° circolo di GI nel bellissimo capoluogo siciliano, che ieri hanno organizzato un bellissimo e riuscitissimo incontro: “Dal web al territorio”, al quale ho avuto il piacere di prender parte.
    Insieme agli amici di Generazione Palermo – Alessandro, Pietro, Annalisa, Francesco (mi perdonino i tanti altri…) – e insieme al nostro consigliere regionale Alessandro Aricò, abbiamo discusso del ruolo del web e del territorio in Generazione Italia e del contributo che vogliamo dare al Pdl ma soprattutto alle nostre città, alle nostre Regioni, alla nostra Italia.
    Come sostengo da sempre, il web è un di più, un mezzo importante che non potrà mai sostituire il contatto umano. Generazione Palermo nasce grazie all’incontro on line di tante persone che non si conoscevano prima, che non hanno mai fatto politica attiva e che hanno deciso fosse giunta l’ora di scendere in campo accanto a Gianfranco Fini. Ma è grazie all’incontro fisico che sono riusciti a mettere in piedi una realtà nuova che darà grandissime soddisfazioni agli attivisti di Generazione Palermo e a tutta la rete di GI in Sicilia.
    Questa è la nostra vera forza: che non siamo una riedizione del MSI, non siamo una nuova AN, ma siamo qualcosa di nuovo. Generazione Italia è uno strumento che vogliamo dare ai tantissimi italiani che vogliono impegnarsi per il proprio Paese. Generazione Italia è anche un aggregatore di persone, uno strumento per avvicinare persone nuove (e per bene…) al Pdl, che vive un momento non certo facile.
    E noi – dal vertice – saremo sempre vicini e daremo un occhio di riguardo a queste realtà spontaneee, che sono la linfa vitale di Generazione Italia e del futuro che verrà.
    Aggreghiamo persone con due parole d’ordine: legalità e libertà. E questo vale ancora di più nella splendida Palermo, dove legalità significa soprattutto libertà dalle mafie.

  • 7/07/2010


    Azione Giovani, giovani





    L’astio di Michele e lo stalinismo dei nani (politici)

    Con Michele Pigliucci ho condiviso per diversi anni la militanza in Azione Giovani: aveva idee spesso diverse dalle mie. E meno male.
    Oggi mi dedica una nota volgare, astiosa, davvero poco carina alla quale replico con poche parole.
    Innanzitutto il post che testimonierebbe la mia incoerenza è bello, visibile, on line all’indirizzo http://gianmariomariniello.net/2007/04/02/piu-spazi-per-i-giovani/
    E cosa dice questo pezzo? Quando mi candidai al Consiglio comunale, proposi che un immobile del Comune – l’ex Casa del Fascio di Aversa – venisse utilizzato per realizzare una comunità giovanile.
    Con l’esperienza amministrativa ho poi compreso come l’alienazione degli immobili pubblici sia spesso la soluzione migliore, come ho scritto spesso. Ma non è questo il punto.
    La mia proposta del 2007 è una cosa ben diversa dal ddl governativo, che stanzia i soldi del contribuente per realizzare tali comunità. Una cosa è utilizzare un immobile comunale abbandonato per farlo diventare un centro aggregativo, altra cosa è la comunità giovanile a spese dei contribuenti e con il bollino del Ministero. Per tacere del resto.
    Ma cosa importa, basta buttarla in caciara, dato che si hanno pochi argomenti, tra cui quello che avrei cambiato idea a causa de l’ordine di scuderia di chi gli paga lo stipendio. Insomma, se non la pensi come loro, ecco che scatta l’offesa personale. Pratiche staliniste, non certo da AG. Può capitare ai neofiti adepti del centralismo carismatico.
    Lavoro al Gruppo del Pdl alla Camera, come sanno tutti. Così come tanti miei colleghi di AG oggi lavorano al Ministero della Gioventù o altrove. Qual è il problema? Pigliucci sa bene che io ho sempre ragionato con la mia testa, spessissimo trovandomi in solitudine. Non faccio parte di alcuna setta, non sono mai stato intruppato nelle correnti – come Michele sa – e oggi come ieri non ho alcun ordine da eseguire. Scrivo e penso in libertà, una parola che a Michele – come mi disse in una delle nostre tante chiacchierate – non piace molto. E soprattutto ho riportato gli interventi di due deputati del Pdl sul mio blog, non sul sito di Generazione Italia. Ve lo immaginate il mio boss che dice “pubblica gli interventi di Barbareschi e Martino sul tuo sito”? Non credo debba aggiungere altro.
    Quanto ai nani, non mi pare che Michele fosse poi molto più alto di me. ;)
    PS: volutamente non ho replicato alle offese. Capisco il momento di difficoltà.
    That’s all, folks
    .
    UPDATE: Ulderico ci mette il resto. Ma ho 91 buoni motivi per non rispondergli. Ha ragione solo su una cosa: il mio blog non funziona…

  • La creatività è fatta da indipendenza politica

    Signor Presidente,
    vorrei solo esprimere la mia opinione su questo testo che trovo profondamente sbagliato, mi dispiace doverlo dire, perché credo che negli ultimi anni tutte le grandi innovazioni prodotte dai giovani siano state create senza sovvenzioni, e questo non solo in Italia, ma in tutta Europa. La storia della musica, del rock, del jazz, del cinema lo dimostra: i più innovativi sono nati senza necessità di fondi dello Stato e senza, ciò che è peggio, il cappello dello Stato o il protezionismo dello Stato.
    Credo che se noi, Popolo della Libertà, vogliamo dare davvero un segnale nuovo, dobbiamo agire nella direzione di semplificare il metodo dell’impresa, cioè dare possibilità a nuovi imprenditori, a nuovi creativi, ai giovani, alla famosa parola «giovani» che tutti vogliamo sempre sostenere, fornendo loro strumenti che permettano di essere realmente indipendenti, perché la creatività in tutti i campi, che sia quello della tecnologia o della ricerca, è fatta da indipendenza politica. Pertanto, in coscienza, non mi sento di appoggiare questa iniziativa.

    Luca Barbareschi, Camera dei Deputati, 6 Luglio 2010

  • 6/07/2010


    Tasse, giovani





    Pork barrel legislation

    Signor Presidente,
    le devo confessare il mio grave imbarazzo nel seguire questa discussione perché, come lei sa, questo è un momento di crisi economica nel quale vengono chiesti a tutti sacrifici: vi sono aumenti di imposte che gravano sugli italiani; vi sono tagli di spese; vengono tagliate, con grande disinvoltura, risorse destinate agli scopi essenziali che giustificano l’esistenza dello Stato.
    Questo provvedimento a me sembra quello che nel Congresso degli Stati Uniti si chiama pork barrel legislation: legislazione volta a mettere le mani nel barile del porco salato.
    Infatti, mentre destiniamo scarsissime risorse alle esigenze che giustificano l’esistenza dello Stato, ci mettiamo a discutere sulla necessità di promuovere associazioni di persone al di sotto di una certa età, buttando dalla finestra i soldi che gli italiani producono e che devono consegnare all’erario.

    Antonio Martino, Camera dei Deputati, 06.07.2010

  • Cosa abbiamo imparato dal caso Brancher

    Aldo Brancher si è dimesso stamattina, durante l’udienza Antonveneta, dove è imputato di ricettazione e appropriazione indebita. Potremmo atteggiarci a professori, dire “avevamo ragione noi”, dato che per primi abbiamo posto il problema “estetico” del neo-Ministro, il quale come primo atto eccepì il legittimo impedimento. Ma non lo faremo. Non ci interessa. Non amiamo atteggiarci a primi della classe.
    Piuttosto, la prima reazione è stata “bravo Brancher”. E lo abbiamo detto d’istinto, quindi sinceramente. Senza alcun calcolo politico.
    Le riflessioni, invece, sono giunte immediatamente dopo il “beau geste” di Brancher. Innanzitutto, ci sembra che Silvio Berlusconi abbia risolto la questione accettando in toto l’appello dei “finiani”, che pur vengono dipinti dalla stampa di famiglia come “nemici”, come coloro che remano contro e vogliono il pensionamento di Berlusconi. Nel caso specifico, invece, il premier è venuto incontro alle nostre richieste – che sono state formulate per salvaguardare il principio di legalità che sta molto a cuore a noi e a tutti gli elettori del Pdl – e che hanno evitato al nostro partito e alla maggioranza tutta un pericoloso voto in Aula, giovedì, quando si sarebbe discussa la mozione di sfiducia ad Aldo Brancher.
    Infine, abbiamo pensato anche un’altra cosa. Non marginale. Ci dicono che invece del “controcanto”, le nostre questioni politiche andrebbero discusse all’interno del Pdl. “I panni sporchi si lavano in famiglia”. Bene. Ci permettiamo di suggerire una cosa, però. La prossima volta che si nomina un ministro, è bene discutere la cosa all’interno del partito, in modo che le nostre osservazioni possano esser tenute in debito conto, evitando così a Pdl, maggioranza e Governo di fare una brutta figura. Come nel caso di tutta la “querelle Brancher”. Che si è risolta nel migliore dei modi, ma che potevamo – onestamente – risparmiarci. E Silvio Berlusconi lo sa bene.

  • Il buon senso di Fini

    La discussione di ieri tra Fini e Bondi segna un nuovo punto a favore delle tesi che cerchiamo di esprimere sin dall’indomani della famosa Direzione nazionale del Pdl.
    Le questioni politiche che invano Fini ha cercato di far capire a uno dei coordinatori nazionali del Pdl, non sono più ascrivibili al mero dissenso, ma sono piuttosto da far rientare nel più ampio ambito del buon senso, di quell’idem sentire che unisce la stragrande maggioranza degli italiani. Non è un caso se la credibilità e il consenso di Gianfranco Fini sono da sempre a livelli altissimi.
    Derubricare tutto come “controcanto” è sbagliato e miope. Così come suona fuori tempo massimo lo spaventapasseri del “comunismo”, agitato più per fini interni che per reale preoccupazione di un pericolo che non esiste più nè in Parlamento nè nel Paese. E forse questo è l’unico vero risultato di Berlusconi – l’aver sconfitto la sinistra – come ha ricordato la tessera numero 2 di Forza Italia, Antonio Martino, qualche giorno fa.
    Dire che la crisi non avrebbe investito l’Italia è stato un errore oggettivo, e sottolinearlo non significa essere catastrofisti, bensì realisti. Come Dave Cameron, non certo un compagno.
    Dire che il caso Brancher ha chiaramente disorientato il nostro elettorato e tutta l’opinione pubblica, non significa dissentire. Significa adoperare il buon senso dell’uomo comune.
    Dire che solo in Italia un personaggio politico sul quale pende una richiesta di arresto per fatti di camorra resta a fare il sottosegretario e il cordinatore regionale del primo partito d’Italia nella seconda regione del Paese, è buon senso non dissenso.
    Sottolineare come il ddl intercettazioni non piaccia a nessuno, dal sindacato di Polizia al Procuratore nazionale Antimafia, passando per Feltri e la quasi totalità degli studiosi di diritto (tutte zecche?) è dissenso oppure è semplicemente un dato di fatto? È dissenso “comunista” o buon senso “di destra”?
    Dire che la Lega abbia un peso sproporzionato rispetto al suo peso elettorale suonerebbe come una banalità in un Paese normale. Basta leggere la manovra, basta pensare all’ultimo CdM. Basterebbe utilizzare il buon senso.
    L’Italia ha tanti problemi. Non affrontati in questi primi due anni di Legislatura. Far finta di non vederli non aiuta a risolverli. Abbiamo tre anni davanti: con un pizzico di buon senso si può ripartire. Solo così si può superare il dissenso. Non certo agitando il fantasma di Baffone e immaginando complotti di ogni sorta, come faceva il compagno Stalin. Tutte cose con le quali Bondi ha grande familiarità.

  • 3/07/2010


    Aversa





    “Avanti per il bene dei cittadini”

    Guiarda la mia intervista a TCI

  • 28/06/2010


    Aversa





    Strisce blu, cosa chiede la nostra mozione

    Il Consiglio invita ed impegna
    il Sindaco e la Giunta a farsi parte attiva nell’accoglimento delle richieste (dei residenti, dei commercianti, dei disabili e delle categorie professionali operanti sul territorio), promuovendo procedure tese alla riduzione del numero degli stalli di sosta a pagamento anche in previsione del disposto dell’art. 2, secondo cpv. del contratto di appalto ed in considerazione della circostanza che peraltro gli stalli di sosta non rispondono dimensionalmente a quanto previsto dalla normativa vigente .
    Pertanto, in ottemperanza alle disposizioni vigenti in materia, in particolare dell’art. 7 comma 8 del CdS, della sentenza a Sez. Un. Cass. Civ. n. 116 del 9.01.2007, della sentenza TAR Lazio sez. II^ n. 5218/08, riformulando per l’effetto la relativa tabella annessa al contratto, privilegiando quali aree di sosta a pagamento le grandi aree a ridosso del centro cittadino (Parco Pozzi, area ex Alifana) e predisporre nelle altre aree individuate nella tabella annessa al contratto stalli liberi (strisce bianche) e stalli per disabili autorizzati, nonché ridurre il numero degli stalli di sosta a pagamento anche in considerazione delle dimensioni non rispondenti alla normativa vigente.
    Congiuntamente, eliminare il pagamento del parcheggio per la sosta fuori il cimitero, provvedere ad istituire una percentuale di stalli in cd. quota rosa. Eliminare il pagamento del ticket fuori i luoghi di culto soprattutto la domenica, esonerare e/o consentire un abbonamento a prezzi contenuti per i pendolari che si recano al lavoro fuori città e per coloro che raggiungono Aversa per lavorare.

  • Caso Brancher. Generazione Italia ci ha visto giusto

    Diciamola tutta: sul caso del Ministro Brancher abbiamo avuto ragione noi di Generazione Italia.
    E siamo contentissimi, dunque, che il Presidente Berlusconi abbia ascoltato il nostro grido di dolore e convinto Brancher a fare un passettino indietro.
    Silvio Berlusconi ha seguito il nostro consiglio e si è fatto promotore di un po’ di sana moral suasion per far cambiare idea al neo Ministro Brancher, il quale come primo atto dopo il suo giuramento aveva deciso di eccepire il “legittimo impedimento” nei confronti del processo che lo vede imputato a Milano.
    Non è stato un bel vedere, né per Brancher, da Berlusconi indicato come Ministro, né per il Pdl, di cui Berlusconi è il Presidente, né per il Governo, di cui Berlusconi è primus inter pares.
    Non è stato un bel vedere soprattutto dopo l’asettica nota del Quirinale, nella quale si evidenzia una banalità, ben compresa dagli italiani: come si fa ad eccepire un impedimento dovuto all’organizzazione del nuovo Ministero se “non c’è niente da organizzare in quanto Brancher è stato nominato semplicemente ministro senza portafoglio”?
    A maggior ragione dopo la nota del Quirinale, il fatto che Silvio Berlusconi abbia ascoltato il nostro consiglio ci rende felici e contenti del nostro Presidente, che sta rappresentando al meglio l’Italia nel G8 di Toronto.
    La nostra posizione sul “caso Brancher” è forse la dimostrazione che qualche associazione interna al Pdl serve a qualcosa. Specie se pone non problemi di poltrone ma questioni politiche come la moralità e la legalità in politica, un tema non di sinistra, un tema sempre caro alla destra italiana, un tema che sta a cuore a milioni di italiani.
    Siamo convinti che il Presidente Berlusconi ci ascolterà sempre di più.

  • 27/06/2010


    Aversa, Tasse  |  3 Comments





    Contro le tasse, contro le strisce blu

  • Se Schifani fa il capocorrente…

    “Schifani in Sicilia è un capocorrente”. Cosa c’è di scandaloso in questa affermazione? Boh… Eppure le parole di Italo Bocchino nel corso della presentazione di Generazione Italia in Sicilia – ribattezzata “Generazione di sfigati” (che signore) dal deputato Nino Germanà – hanno scatenato un putiferio.
    “Parole inopportune” per l’on. Alessandro Pagano. “Offesa rozza e inaccettabile” per Denis Verdini. Bocchino mette “zizzania”, secondo il Sen. Alberto Balboni. Parole “pessime” per Sandro Bondi. Solo “insulti”, secondo La Loggia. Parole “sgradevoli”, secondo Gasparri. Dichiarazioni “irriguardose” per Mimmo Nania. Bocchino è un “insolente”, secondo Carlo Vizzini. E infine Francesco Casoli: “Bocchino chiuda la bocca”. Forse Casoli avrà scambiato il Pdl per un film de “Il Padrino”. Vabbè, pazienza.
    Ma cosa ha detto di tanto sconvolgente Italo Bocchino? Semplicemente che Renato Schifani guida una pattuglia di uomini, una parte del Pdl in Sicilia. Una corrente, insomma. È forse una balla? Ma soprattutto, cosa c’è di male in questa azione di Schifani sottolineata da Bocchino?
    Il fuoco di sbarramento di dichiarazioni dimostra piuttosto una difficoltà ormai patologica ad accettare il dissenso e addirittura anche la discussione interna al Pdl sul territorio. Una cosa che non ha eguali in nessun altro partito del mondo libero.
    Il Presidente del Senato viene difeso a spada tratta dai suoi ragazzi. Liberi di farlo, ma nessuno ha offeso il Presidente del Senato. Oppure essere capocorrente è diventato un’offesa nel Pdl?
    Piuttosto, da questi solerti difensori di Schifani, ci piacerebbe ascoltare una parolina, anche solo una, quando gente come Lehner e Stracquadanio offendono sul serio il Presidente della Camera, dandogli del “cinico amorale” (Stracquadanio) e invitandolo a “mettersi a cuccia” (Lehner). E ci piacerebbe ascoltare una riflessione, anche poche parole, sul caso Brancher, sul caso Cosentino, sul caso Lunardi, sul caso… Basta, potremmo continuare all’infinito. Saluti.

  • La vicenda Brancher non è un bel vedere

    Generazione Italia volutamente non è intervenuta sulla nomina di Aldo Brancher a Ministro per l’Attuazione del Federalismo. Non lo abbiamo fatto per rispetto della Costituzione, che prevede la nomina dei ministri con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Presidente del Consiglio. Non siamo intervenuti anche perché non ci appassiona il quarto ministro per il federalismo e anche perché le questioni che poniamo all’interno del Pdl sono politiche e non di poltrone.
    Però oggi non potevamo stare in silenzio. Aldo Brancher non sa ancora quali deleghe avrà, in quali uffici verrà ospitato, quante segretarie potrà assumere e quanti soldi avrà in dotazione il suo Ministero. E c’è addirittura la possibilità di un’immediata promozione all’Agricoltura. In tale contesto, il suo primo atto da Ministro della Repubblica, ovvero eccepire il legittimo impedimento in quanto ministro e quindi chiedere il rinvio della prima udienza, in programma sabato prossimo, del processo che lo vede imputato a Milano, pone un problema quanto meno – diciamo così – di natura estetica.
    Da sinceri liberali, crediamo che Brancher sia innocente fino alla sentenza di condanna definitiva. È scritto in Costituzione e si tratta di una norma di civiltà giuridica vigente in tutto l’Occidente.
    Detto questo, votammo a favore del legittimo impedimento per mettere al riparo l’Esecutivo dalle incursioni della magistratura politicizzata, non certo per favorire il sospetto che quella norma servisse a mettere al riparo dai processi autorevoli esponenti politici, promuovendoli a Ministri della Repubblica Italiana. Insomma, la vicenda Brancher non è stata un bel vedere.

  • 31/05/2010


    Aversa





    Strisce blu. La battaglia continua

    foto_conf

    Da Il Mattino.
    «Presenteremo una mozione nel prossimo Consiglio comunale, nella quale chiederemo all’amministrazione di accogliere le nostre proposte di modifica dell’attuale sistema che regola i parcheggi a pagamento ad Aversa. Oggi, a rimetterci sono i cittadini, costretti a subire vessazioni intollerabili». A parlare non sono stati gli esponenti dell’opposizione, ma i consiglieri comunali del Pdl, che fanno capo all’ex consigliere regionale Giuseppe Sagliocco. Ieri mattina si è svolta una conferenza stampa dei cosiddetti «dissidenti» del Popolo della libertà. Gianmario Mariniello, Rosario Capasso e Giovanni Marino hanno sollevato, nuovamente, la questione delle strisce blu, polemizzando con i colleghi della maggioranza.
    Secondo Gianmario Mariniello, «andremo fino in fondo – ha anticipato il consigliere del Pdl – se anche questa volta non ci daranno ascolto. Non è possibile che di domenica e nei giorni festivi si debba pagare il parcheggio pubblico, specie in aree particolari come il cimitero e fuori le chiese, dove i fedeli si recano per ascoltare la messa. Il sindaco aveva assicurato, diversi mesi fa, che il piano parcheggi era provvisorio e che, in tempi brevi, sarebbero stati apportati i necessari miglioramenti. Siamo ancora in attesa. Se anche il capogruppo del Pdl, Antonio De Michele, che non può essere certo considerato un «sagliocchiano», critica l’amministrazione sul mancato dialogo con i cittadini, vuol dire che qualche problema esiste». Sotto accusa anche le tariffe. «Pagare un euro e mezzo ogni ora nel centro storico della città – ha continuato Mariniello – è assurdo. Basti pensare che a Santa Maria Capua Vetere, dove a gestire i parcheggi è la stessa società di Aversa, nella zona più centrale si paga solo cinquanta centesimi all’ora».

  • 31/05/2010


    Italia, economia





    C’è un Tremonti che mi piace

    Sì, è quello che oggi, in un’intervista sul Corriere, afferma: “Quella della burocrazia è la questione fondamentale. La maglia delle regole che pesa sull’economia e la soffoca, cresciuta a dismisura negli ultimi tre decenni e aggrovigliata dalla moltiplicazione delle competenze – centrali, regionali, provinciali, comunali -, è ormai divenuta tanto soffocante da creare un nuovo MedioEvo. (…) Una cosa che vorrei fare è quella che ho indicato nel ’97 ne “Lo Stato criminogeno”: una norma rivoluzionaria, per cui ‘tutto e’ libero tranne cio’ che e’ vietato dalla legge penale od europea’. Per due o tre anni. (…) Io, oltre a proporla vorrei essere tra i firmatari di una legge di riforma cosi’ fatta”.
    1997, già. Ma Tremonti è lo stesso che in questo quindicennio e’ stato Ministro delle finanze e dell’economia per un totale di circa otto anni?

  • 20/05/2010


    Generazione Italia





    1-10-100 Saviano

    da Generazione Italia
    Ugo Maria Chirico ha 37 anni. La sua mail è u.chirico@tin.it. Avvocato, è il capogruppo del Pdl nella Municipalità di Napoli, quella dei quartieri Chiaia, Posillipo, S. Ferdinando. Ha deciso di creare un circolo di Generazione Italia perché “sposo la causa di Gianfranco Fini e Italo Bocchino. E poi c’è il problema dell’assenza di un luogo di discussione all’interno del Pdl”. Ugo ha deciso di intitolare il suo circolo a Roberto Saviano, perché “è un nostro concittadino che ha avuto il coraggio di denunciare il degrado socio-politico della nostra Terra”. Qualcuno dice che Saviano e di sinistra. “E se pure fosse? Non vedo il problema. Noi stiamo dalla parte del coraggio di Roberto”.
    La legalità non si misura con il numero degli arresti. Mafia, Camorra, ’ndrangheta non si combattono solo con il grande lavoro delle forze dell’ordine, di cui siamo fieri e orgogliosi.
    Gli arresti sono una condizione necessaria ma non sufficiente per sconfiggere la criminalità organizzata. Chi viene dalla terra di Gomorra – come me – lo sa bene. Il nemico numero 1 è la cultura mafiosa, l’humus dal quale provengono migliaia di uomini e donne che formano l’esercito delle mafie. E per sconfiggere la cultura mafiosa, gli arresti – purtroppo – servono a poco. Ne arresti uno e ne spuntano due, arresti il marito e c’è la moglie o il figlio che prendono il suo posto. No, per sconfiggere la cultura mafiosa bisogna investire in cultura, educazione. E ben venga anche la retorica dell’antimafia, che può non piacere ad alcuni, ma necessaria. La battaglia delle battaglie si combatte nelle scuole, nelle chiese, nella società. Senza l’opera di Roberto Saviano, nessuno al di sopra del Garigliano avrebbe mai saputo chi diavolo fossero questi casalesi. Dopo “Gomorra” è cambiato tutto. E con l’attenzione dell’opinione pubblica, abbiamo avuto anche una maggiore attenzione dello Stato. Insomma, 1-10-100 Saviano.


  • Cala, cala Mariniello!E che sarà mai? Non interessa a nessun... »
  • Andate avanti così ragazzi, a testa bassa. Siete l'ultima ve... »
  • Non sapevo esistesse il monopolio di democrazia e parlamenta... »